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(foto Ansa)

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Coronavirus, a Napoli ancora proteste: "Disobbedienza civile, non paghiamo le tasse"

"State perpetrando un economicidio: ci state buttando fuori dalle nostre abitazioni". Centinaia di persone in corteo funebre dal lungomare a Palazzo Santa Lucia

Centinaia di persone sono tornate in piazza per protestare contro le ultime restrizioni decise dal Governo in tema di contenimento del rischio di contagio da Covid-19. A Napoli, partiti dal lungomare e arrivati a Santa Lucia, all'esterno del palazzo della Regione, comitati civici e commercianti, ma anche associazioni per il diritto alla casa. "Tra poco arrivano le tasse: bisogna dare risposta una fortissima. Disobbedienza civile, non si pagano le tasse. Così si fa la lotta fiscale a un Governo criminale", spiega una signora giunta da Roma.

"Sospendete gli abbattimenti delle case", spiega un signore al megafono. "Abbattere una casa non è giustizia ma giustizialismo", recita uno dei tanti cortelli. In testa al pacifico corteo c'era una bara: "Così muore l'economia". Tra gli slogan anche: "O ci ascoltate o rischiate le quattro giornate". I commercianti chiedono contributi a fondo perduto per tutte le attività commerciali (20mila euro per chi ha tra 0 e 5 dipendenti, 50mila euro per chi ha da 10 a 20), detrazioni dei fitti e delle utenze. Decine i poliziotti a presidio degli ingressi al Palazzo e degli sbocchi sulla pubblica via.

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