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Operatori sanitari e infermieri: "Noi, eroi del Covid, veniamo cacciati via"

Protesta dei precari della Sanità: "I nostri contratti scadranno tra aprile e giugno. Abbiamo lavorato per tappare tutte le falle di personale e adesso ci mandano a casa".

 

Da un anno lottano in prima linea contro l'emergenza Covid e adesso rischiano di essere messi alla porta. Sono i precari della Sanità campania. In centinaia, forse migliaia, sono stati reclutati attraverso agenzie interinali ben prima che iniziasse la pandemia. Molti lavorano per gli ospedali napoletani da oltre dieci anni ma i loro contratti sono in scadenza e, dopo essere stati appellati come eroi, potrebbero restare senza lavoro.

"Abbiamo rischiato la nostra vita e ancora lo facciamo ogni giorno. Lavoriamo il doppio in quelle strutture dove c'è carenza di personale. Abbiamo contratto il Covid e lo abbiamo portato anche nelle nostre case, contagiando i nostri familiari. Nulla di tutto ciò ci è stato riconosciuto. Questa mattina, una delegazione di operatori socio-sanitari e infermieri dell'Ospedale Santobono e dell'Azienda ospedaliera universitaria Vanvitelli hanno protestato davanti alla sede della Giunta regionale del Centro direzionale. "Ci sentiamo usati e gettati via. Ci hanno elogiato nel momento del bisogno e adesso ci lasciano a casa". 

La vertenza nasce all'indomani di un concorso indetto dalla Regione Campania: "Questo bando - spiega Concetta Sozio, operatrice precaria dell'Ospedale Santobono - non prevedeva alcun punteggio nè riserva per l'esperienza accumulata sul campo. Non c'era margine d'errore, ma noi a quel concorso ci siamo preparati mentre lavoravamo di notte negli ospedali". 

Quello che chiedono questi lavoratori è che le istituzioni riconoscano il valore del loro contributo e offrano una possibilità di futuro: "La precarietà ci uccide fisicamente e mentalmente - racconta Rosaria Marchese, infermiera pediatrica del Policlinico Vanvitelli - Non siamo eroi, gli eroi stanno nei fumetti. Siamo persone, vorremmo essere trattate da tali". 

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