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"Se ci chiudi, ci paghi". Napoli marcia contro lockdown, Governo e De Luca

In migliaia in piazza del Plebiscito per la manifestazione pacifica. Commercianti, lavoratori e professionisti hanno sfilato fino a Palazzo Santa Lucia: "O ci fanno lavorare oppure contributi economici immediati"

 

Napoli risponde a Napoli. Arriva dalla piazza la migliore replica possibile agli scontri che hanno sconvolto Santa Lucia il 23 ottobre. Tre giorni dopo, sono migliaia le persone che si ritrovano in piazza del Plebiscito per manifestare, ancora una volta, contro chiusure, lockdown, governo nazionale e regionale. 

Nessun tafferuglio, nessuna tensione, nessuna bomba carta. Il mare umano di Napoli è chiassoso, colorato e pacifico. Sfilano tutti. Sfilano i commercianti, sfilano i ristoratori, sfilano i lavoratori, i professionisti, i centri sociali. E questa volta, non c'è diversivo, i temi sono chiari e sono tutti sul tavolo: ristoro immediato e facile per chi resta deve chiudere l'attività, sospensione delle utenze e dei fitti per chi non lavora, cassa integrazione senza lunghe e snervanti attese. 

"Questo è un lockdown mascherato - afferma il titolare di un lounge bar a Chiaia - la mia attività apre alle 18, all'orario in cui il decreto del Governo mi obbliga a chiudere. Quindi, per il mio settore significa chiudere fino a data da destinarsi". Non mancano gli attacchi a Governo e a De Luca "...incapaci di prevenire quello che sta accadendo". C'è voglia di scrollarsi di dosso le immagini degli scontri e  l'ombra della malavita: "Camorristi a chi? La camorra andate a cercarla nelle istituzioni. Qui ci sono persone disperate". 

Dopo una lunga trattativa, i manifestanti hanno ottenuto dalle forze dell'ordine il permesso di partire in corteo da piazza del Plebiscito fino a Santa Lucia, sede della Regione Campania, dove hanno proseguito con cori e canti. L'unico momento di tensione si è vissuto quando una cinquantina di persone ha cercato di aggirare il blocco di polizia e carabinieri per raggiungere il Lungomare. Sono stati fermati e invitati a tornare indietro. Davanti all'ingresso della Regione ha risuonato forte il grido "Libertà, libertà". Un grido che sa di promessa: la protesta non finisce qui. 

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