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L'ira dei mercatali: "Noi a casa e i centri commerciali restano aperti"

I venditori ambulanti di Napoli e provincia hanno protestato davanti alla Regione e bloccato il Lungomare: "O lockdown per tutti oppure lascino lavorare anche noi. Con la zona rossa i contagi non diminuiranno"

 

La paura è che lo sforzo in zona rossa potrebbe non bastare e che la chiusura duri molto tempo. "Lockdown totale o lascino lavorare anche noi" gridano i venditori ambulanti dei mercatini di Napoli e provincia. Gli operatori si sono riuniti davanti alla sede della Regione Campania, a Santa Lucia, per chiedere un incontro all'assessore al Lavoro Marchiello.

Quando è stato comunicato loro che non sarebbero stati ricevuti, la tensione è salita e la protesta si è spostata sul Lungomare. Dapprima, alcuni bidoni dell'immondizia sono stati spostati al centro della carreggiata, uno anche rovesciato. Sono stati gli stessi manifestanti poi a rimetterli a posto e il blocco stradale è proseguito con l'occupazione fisica di via Cesario Console e della parte finale di via Partenope. 

"Sappiamo che i contagi sono in crescita - spiega un mercatale - ma allora perché centro commerciali e negozi cinesi sono aperti? Ci sono tantissimi negozi aperti e le strade sono piene anche in zona rossa. Di questo passo, i contagi non caleranno e noi non riapriremo mai. Allora, chiediamo di chiudere tutto adesso. Lockdown totale come a marzo 2020. Altrimenti, vogliamo lavorare anche noi". 

Dopo il blocco stradale si è giunti a una mediazione e lo staff dell'assessorato al Lavoro ha promesso un incontro per martedì 16 marzo. 

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