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Venerdì, 28 Gennaio 2022

Lettere di licenziamento a Natale, i lavoratori Giraservice: "Presi in giro da tutti"

In 130 hanno ricevuto comunicazione dall'azienda, mentre i corsi di formazione promessi dalla Regione non sono mai partiti

Licenziati a due giorni da Natale con una lettera. Che non avrebbero più lavorato per la Giraservice è una cosa che i 130 ex dipendenti sapevano già da tempo, ma le cose dovevano andare diversamente. Almeno era quello che gli era stato promesso nei diversi incontri con l'assessore regionale al Lavoro Antonio Marchiello. "Nell'accordo firmato a luglio - spiegano i lavoratori - era stata stabilito che avremmo partecipato a progetti di formazione per il reinserimento lavorativo. Invece non è accaduto nulla di tutto questo. E il 23 dicembre arriva la lettera di licenziamento". 

La cassa integrazione è terminata a ottobre, da due mesi queste persone non percepiscono reddito. Certo non il miglior regalo natalizio. Per venticinque anni, circa hanno lavorato nel sistema del trasporto pubblico locale. Per conto del Consorzio Unico Campania, infatti, Giraservice si è occupata della distribuzione dei biglietti, della manutenzione delle emettitrici elettroniche e delle biglietterie nelle stazioni. A maggio 2020, però, il Consorzio ha svelato i debiti che l'azienda aveva nei confronti dell'Ente pubblico. Un buco che il Covid-19 ha trasformato in una voragine. 

Per mesi i titoli di viaggio sono stati introvabili. Le biglietterie hanno chiuso e lo sono tutt'ora. Le emettitrici elettroniche sono più guaste che funzionanti. Per correre ai ripari, nei mesi scorsi la Regione Campania ha pubblicato un bando per riassegnare il servizio. Bando vinto da una nuova società ma che è stato ritirato poco dopo perché, contravvenendo alle disposizioni dell'Anac, non prevedeva la clausola di salvaguardia sociale, quella che garantisce il passaggio di cantiere dai lavoratori tra vecchio e nuovo assegnatario. 

"La stranezza - racconta Antonio Del Gaudio, delegato Usb - è che, in attesa di un nuovo bando, il servizio è assegnato in via emergenziale alla stessa società che aveva vinto il bando illegittimo. La nuova gara dovrebbe chiudersi solo nel 2022, ma non abbiamo certezze su quanti verranno chiamati a lavorare". 

Tra gli ex dipendenti ci sono persone di 50 e 60 anni, che oggi non hanno alcuna prospettiva lavorativa: "Adesso andremo in Naspi - spiega Alessandro Capozzi, delegato Cisl - ma continueremo a chiedere risposte alla Regione perché una soluzione si deve trovare". 

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