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Biglietti Unico Campania, protesta dei dipendenti: "Siamo in 140 senza lavoro"

La società che distribuisce i titoli di viaggio è sull'orlo del fallimento. Il titolare: "Sono in questa condizione per la pandemia e perché non ho mai voluto licenziare nessuno"

 

Comincia da lontano la crisi della Giraservice, la società che da 25 anni si occupa della distribuzione dei biglietti Unico Campania. I 140 lavoratori sono a rischio, oltre la metà non lavora da oltre un mese e le prospettive non sembrano rosee. Il motivo è che la Giraservice si è vista ritirare la concessione dal Consorzio Unico a causa di mancati pagamenti. La pandemia, con un crollo del 70 per cento delle vendite di titoli di viaggio, è solo l'ultimo dei motivi che hanno protato l'azienda sull'orlo del fallimento. 

"Tutto è cominciato nel 2017 - afferma Luigi Errico, amministratore di Giraservice - quando è stato modificato il contratto di servizio, con un contrazione del 20 per cento delle percentuali a noi destinate dalle vendite di biglietti. Prima ancora, abbiamo assistito al taglio da parte degli Enti pubblici di alcuni servizi in cui erano impiegati i nostri lavoratori. Nonostante ciò, ho deciso di non licenziare nessuno. Poi, come se non bastasse, l'istituto che aveva emesso una fidejussione a nostro favore è fallita e io mi sono dovuto esporre ancora di più con le banche. La pandemia, con il crollo delle vendite, è stato il colpo di grazia. E nonostante tutto ciò fino a novembe ho pagato tutti gli stipendi". 

I lavoratori sono preoccupati. A maggi ci sarà un'altra gara per la riassegnazione del servizio, ma restare fermi fino ad allora potrebbe significare il mancato accesso alla clausola sociale con conseguente mancato passaggio di cantiere al nuovo concessionario. Per questo motivo, i lavoratori hanno organizzato un presidio in piazza Matteotti, sede del Consorzio Unico e di Giraservice per chiedere a quest'ultima di coprire il debito e proseguire almeno fino a maggio con la distribuzione. "Sono pronto a farlo - conclude Errico - se dovesse andare a buon fine l'iter per l'ottenimento di ristori da parte dello Stato". 

La vertenza è appena all'inizio. Da un lato si prevedono nuovi tavoli di confronto, dall'altro i 140 lavoratori torneranno presto in piazza perché "...non solo da dicembre siamo senza lavoro, ma l'Inps non eroga la parte spettante e, di fatto, non abbiamo risorse per mantenere le nostre famiglie".

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