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Domenica, 29 Gennaio 2023

Asia, la rabbia di duecento interinali: "Usati e cacciati via"

Presidio permanente degli ex operatori ecologici che dopo un anno di lavoro non avranno il rinnovo: "Abbiamo rinunciato al Reddito di cittadinanza per l'Azienda"

"Abbiamo lavorato per un anno, durante la pandemia, per ripulire la città. Adesso ci cacciano". Esplode la rabbia dei circa 200 lavoratori interinali di Asia che non vedranno rinnovato il loro contratto di collaborazione. Con il concorsone che ha portato all'assunzione di altrettante unità lavorative, l'azienda e il Comune non hanno ritenuto necessario l'apporto dei precari. 

Che si trattasse di un impiego a tempo, era chiaro dall'inizio. "E' vero, lo sapevamo - spiega Francesco, uno degli 'epurati' - ma ci sono una serie di cose che non tornano. Quando è stato fatto il concorsone noi interinali, già formati e interni all'azienda, siamo stati penalizzati nei punteggi. Non ci hanno dato nessuna chance, cosa che invece è accaduta per i precari di Anm". 

C'è anche chi per lavorare in Asia ha lasciato il Reddito di cittadinanza, come Pasquale: "Percepivo 1.300 euro, ho stracciato la card per poter riacquistare la mia dignità nonostante lavorando guadagnassi 200 euro in meno. Che senso ha formare un lavoratore, farlo lavorare un anno e poi rimandarlo in mezzo a una strada?". 

Gli interinali hanno dato vita a un presidio permanente, che andrà avanti giorno e notte: "Non ci muoviamo da qui finché dalle istituzioni non arriverà una carta firmata con cui ci assicureranno un lavoro dignitoso".

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