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Precari Sanità: "Turni di 12 ore nei reparti Covid. Ora vogliamo la stabilizzazione"

Protesta di infermieri e operatori socio-sanitari che pur essendo in una graduatoria per incarichi a tempo indeterminato, vengono chiamati con contratti di 6 mesi per tamponare l'emergenza di personale negli ospedali

 

Eroi precari dei nostri giorni. Sono infermieri e operatori socio-sanitari con contratto a tempo determinato lanciati in prima linea contro il Covid.19. Contratti di sei mesi, rinnovabili per altri sei e poi a casa. Dall'inizio della pandemia vengono chiamati dalla graduatoria di un vecchio concorso bandito dall'Ospedale Cardarelli.

Quel concorso fu indetto per assunzione a tempo indeterminato, una fortuna di cui hanno potuto godere solo in 800: "Gli altri sono statti chiamati per andare a tamponare la mancanza di personale negli ospedali di Napoli e provincia - spiega Patrizio Esposito, coordinatore Cgil del Cardarelli - ma loro avevano concorso per un posto a tempo indeterminato e, invece, si sono ritrovati con inchiarichi di pochi mesi". 

La delusione aumenta, soprattutto alla luce dei turni massacranti cui sono stati sottoposti molti lavoratori della Sanità campania: "Abbiamo fatto turni di 12 ore - racconta Mauro Di Somma - Due infermieri e un operatore socio-sanitario per assistere 30 pazienti: un'assurdità. E adesso ci mettono alla porta". 

Negli occhi dei sanitari la sofferenza per i 14 mesi appena trascorsi: "Ho visto amici e colleghi perdere la vita a causa del virus contratto negli ospedali - sostiene Sivlia Mauro, operatrice socio-sanitaria - Basta con i rinnovi semestrali, vogliamo essere assunti, anche perché il personale del Cardarelli e di tante altre strutture sono ancora sottodimensionati". 

Al termine del sit in davanti alla sede della Regione Campania, i lavoratori hanno ottenuto l'assicurazione di un incontro all'inizio della prossima settimana. 

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