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"Siamo in mutande": nuova protesta dei commercianti napoletani

I commercianti, che speravano di riaprire oggi, hanno lanciato una provocazione dopo la proroga della zona rossa

 

Nuova protesta dei commercianti napoletani che lanciano una provocazione dopo la proroga della zona rossa in Campania. In diversi negozi della città, infatti, sono comparsi indumenti intimi nelle vetrine, anche laddove vengono venduti articoli di tutt'altro genere.

"C'è gente disperata"

"Non è possibile che una categoria merceologica decida del nostro futuro. Non si parla più di merce invenduta, ma qui si va per la spesa. C'è gente disperata che non può mangiare. Abbiamo avuto un'elemosina come sostegno", ha detto Roberta Bacarelli di Federmoda Campania.

"Se questi soldi li avessero usati per la campagna vaccinale avrebbero fatto molto meglio. Dicono che possiamo vendere mutandine e reggiseni? Allora noi, nel rispetto delle regole, apriremo e venderemo mutandine e reggiseni. In qualche modo dobbiamo pur pagare i nostri dipendenti, pagare i fitti e portare il piatto a tavola", ha continuato.

"Siamo in mutande"

"Ci aspettavamo la riapertura per oggi. Eravamo più sereni e pronti a rimboccarci le maniche per ricostruire. Adesso altri quindici giorni di zona rossa e non credo che ce la potremmo fare. Da questo nasce l'iniziativa delle mutande. Siamo in mutande e dovremmo vendere le mutande. Chiediamo un'accortenza. Esisitamo anche noi. Non possiamo essere invisibili, non possiamo non essere considerati", ha dichiarato Claudia Catapano di Chiaia District.

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