"Licenziati da FCA, non abbiamo diritto al reddito di cittadinanza": protesta sul campanile

Due operai Fiat sono saliti sul Campanile del Carmine in Piazza Mercato: "Licenziati e poi reintegrati, oggi FCA pretende gli stipendi pagati per due anni, e non abbiamo diritto al reddito di cittadinanza". Il loro caso finirà a Strasburgo

(foto Massimo Romano)

Due dei cinque licenziati della Fca di Pomigliano dalle prime ore del mattino sono sul tetto del campanile della Chiesa del Carmine a Napoli, per protestare contro la legge sul reddito di cittadinanza che esclude tanti operai, come loro, che in questi ultimi due anni hanno perso il lavoro a causa di licenziamenti, chiusure e delocalizzazioni.

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"Una legge pensata per i poveri che non aiuta chi è povero che senso ha?", si domandano.  Sullo striscione appeso sul campanile si legge 'Rdc x i licenziati non c'e''.

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COMUNICATO DEGLI OPERAI  - "Siamo stati licenziati dalla FIAT nel 2014 per motivi politici. Ci siamo permessi di criticare l'allora amministratore delegato per le morti per suicidio dei nostri compagni del polo logistico di Nola. Dopo anni di cause legali, a giugno del 2018 la Corte di Cassazione ha confermato il nostro licenziamento per non aver rispettato l'obbligo di fedeltà nei confronti della FIAT. Praticamente per aver espresso una opinione contraria alle politiche aziendali. La corte d'appello di Napoli ci reintegrò temporaneamente nel 2016 ribaltando il giudizio espresso in primo grado dal tribunale di Nola. La FIAT, per questi due anni, ci ha pagato ma non ci ha mai fatto rientrare. Ora con la conferma definitiva del nostro licenziamento vuole la restituzione dei salari che ci ha pagato dal 2016 al 2018. [...] Tutti hanno sottolineato l'ingiustizia che è stata compiuta nei nostri confronti. Il nostro caso verrà discusso alla Corte Europea dei diritti umani. [...] La battaglia non è conclusa, ma noi siamo senza lavoro e senza reddito. [...] Oggi siamo nell'assurda situazione che neanche il 'reddito di cittadinanza ci viene concesso perchè per i soldi percepiti nel 2018, e che la FIAT vuole indietro, non abbiamo i requisiti per ottenerlo". 

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