Bus turistici, proteste a tutto clacson: "Il Covid ci ha messi in ginocchio"

La richiesta è di ammortizzatori sociali e liquidità per far fronte alla durissima crisi che ha generato, per il comparto, la pandemia

Protesta l'associazione bus turistici Campania, che ha indetto per stamattina una manifestazione nella stazione marittima di Napoli. "Autisti invisibili" è il cartello che hanno esposto decine di bus, auto e van, che hanno sfilato questa mattina in via Acton, raggiungendo il porto per suonare i loro clacson.

Autisti e imprenditori del settore chiedono di essere ascoltati delle istituzioni. Vogliono riaprano gli aeroporti, ma non solo. La richiesta al Governo è la proroga della cassa integrazione per i dipendenti e la proroga della Naspi, alla Regione Campania invece è un allungamento dello stop al pagamento della tassa di circolazione.

"Abbiamo bisogno di aiuti - spiega all'agenzia Dire Riccardo Lucherini, presidente dell'associazione bus turistici Campania - È necessario che la cassa integrazione duri almeno fino alla prossima primavera, cioè la prima data utile per immaginare una minima ripresa. Questo comparto prevede altissimi investimenti per l'acquisto di mezzi sempre più performanti. Ma oggi siamo in ginocchio, le perdite economiche sono devastanti".

Il settore conta, in Campania, circa 5mila imprese che al momento incassano zero. Tanto quanto l'indotto (ad esempio le officine).

Noleggio con conducente, stessi problemi

Con le aziende di bus turistici hanno protestato anche quelle del comparto Ncc, ovvero "Noleggio con conducente". "In Campania - ha spiegato Gennaro Lametta, direttore Acncc e vicepresidente nazionale Confesercenti Federnoleggio - ci sono 1600 aziende di noleggio autobus, 1500 vetture Ncc e circa 10mila autisti. La nostra preoccupazione è che la carenza di liquidità e la cancellazione delle prenotazioni fino a data da destinarsi possano favorire infiltrazioni camorristiche, abbiamo paura che si presentino benefattori che ben presto si riveleranno aguzzini". "Lo Stato deve assolutamente intervenire e dare liquidità alle aziende, occorre instaurare un tavolo di trattativa tra pubblico e privato - conclude Lametta - Siamo consapevoli che prima del vaccino molti utenti non ritroveranno la serenità di viaggiare, il futuro è incerto. Solo lo Stato può impedire che attività come le nostre possano essere veicolo di infiltrazioni di dubbia provenienza".

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