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Cronaca

Il lunedì nero del Cardarelli: riaperto il pronto soccorso dopo la chiusura di ieri

Si è trattato di una misura straordinaria dovuta al numero eccessivo di accessi, inconsueta per il più grande ospedale del Mezzogiorno

La saturazione degli arrivi di degenti nell'ospedale Cardarelli ha portato ieri alla chiusura del pronto soccorso. Erano infatti ben 130 le barelle presenti nei corridoi del pronto soccorso, un record negativo che ha spinto la direzione sanitaria a disporre il blocco delle attività di ricettività. Si è trattato di una misura straordinaria dovuta al numero eccessivo di accessi, inconsueta per il più grande ospedale del Mezzogiorno.

Il pronto soccorso è poi stato riaperto questa mattina.

I motivi

Le cause di tale saturazione, visto che l'emergenza Covid questa volta non c'entra, risiedono nella carenza di Dea di secondo livello a Napoli. Oltre al Cardarelli ne è dotato solo l'Ospedale del Mare. Le strutture ospedaliere sede di DEA  assicurano oltre alle prestazioni fomite dal DEA I livello, le funzioni di più alta qualificazione legate all’emergenza, tra cui la cardiochirurgia, la neurochirurgia, la terapia intensiva neonatale, la chirurgia vascolare, la chirurgia toracica, secondo le indicazioni stabilite dalla programmazione regionale. Altre componenti di particolare qualificazione, quali le unità per grandi ustionati, le unità spinali ove rientranti nella programmazione regionale, sono collocati nei DEA di II livello, garantendone in tal modo una equilibrata distribuzione sul territorio nazionale ed una stretta interrelazione con le centrali operative delle regioni.

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