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Corno rosso

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Napoli e la profezia Maya: la città è scettica

Poche ore al 21 dicembre. L'attesa tra corni e amuleti, un ambo secco e un appello: "Maya... tevenne". Peppe Barra: "Chi non vorrei nella nuova era? Tutti i politici che hanno rovinato il mondo"

Manca poco, davvero poco, al 21 dicembre 2012. Tutti pronti - si fa per dire - per la 'fine del mondo'. E così in città, tra corni e amuleti, c'è anche chi propone la cravatta anti Maya, chi partecipa al progetto "Corno show" - 36 sculture rappresentanti i classici corni con la speranza che portino bene alla città di Napoli e non solo - e chi prova a tentare la fortuna al lotto con un ambo secco sulla ruota di Napoli: 21 (il giorno) e 12 (il mese e l'anno).

Non accadrà nulla, fa sapere Massimo Della Valle, direttore dell'Osservatorio astronomico di Capodimonte, sulle pagine della Repubblica. "È in atto già da diversi mesi un'intensificazione dell'attività solare, che provoca tempeste elettromagnetiche, disturbi nelle telecomunicazioni. Questo fenomeno si ripresenta ogni undici anni ed è una coincidenza che si sia verificato proprio nel 2012. Non c'è da preoccuparsi, anzi". Insomma, niente uragani, tempeste o catastrofi naturali.


Semmai, chi non vorrebbe Peppe Barra nella nuova era? "Tutti i politici, che hanno rovinato il mondo. Non credo alla trasposizione negativa del pensiero dei Maya, perciò risponderò con la tradizionale "Cantata dei pastori", in scena nella notte di Natale al teatro Trianon. È la giusta terapia spirituale".

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