Cronaca

Accerchiarono i carabinieri durante un controllo: condanne blande per quattro giovani

Il giudice ha respinto la richiesta del Pubblico Ministero

Dopo ben 6 udienze si è conclusa con condanne blande il processo ai 4 giovani di Napoli che, unitamente ad un'altra trentina di persone, avevano nel pomeriggio del 22 Maggio 2018 accerchiato minacciosamente una pattuglia dei Carabinieri in servizio in via Giordano Bruno a Napoli.

Tre mesi di reclusione, con pena sosepesa e non menzione nel certificato del Casellario Giudiziale per un classe 1993, un classe 1995 e un classe 1996. Due mesi di reclusione, con pena sospesa e non menzione nel Casellario Giudiziale, per un classe 1999. 

I fatti risalgono al giorno 22 Maggio 2018 allorquando al passaggio di una pattuglia dei Carabinieri si levavano alcune voci di scherno al loro indirizzo. Immediatamente i Militari si fermavano e procedevano al controllo dei 4 ragazzi ritenuti responsabili delle urla e delle grida rivolte al passaggio della pattuglia. I giovani iniziavano con veemenza ad opporsi al controllo rifiutandosi in particolare di esibire i loro documenti.

Nel giro di pochi minuti si formava attorno alla volante dei Carabinieri una folla costituita da una trentina di persone. Iniziavano ad arrivare insulti e parole offensive nei confronti dei Militari, nonchè spinte sempre più energiche, tanto che i due Carabinieri si vedevano costretti a chiamare rinforzi. Nel giro di pochi minuti, mentre la situazione diventava sempre più incandescente e pericolosa, arrivavano altre pattuglie dei Carabinieri che riuscivano a far allontanare i più facinorosi. I 4 giovani, che si rifiutavano di esibire i documenti di riconoscimento dando a voce le proprie generalità, venivano quindi denunciati a piede libero per una serie di reati.

Ieri mattina, dinanzi al Giudice Monocratico del Tribunale di Napoli, Settima Sezione Penale, Dott. Donnarumma, i quattro giovani, tutti difesi dall'avvocato Rolando Iorio, sono stati condannati a pene blande, soprattutto laddove rapportate alle richieste avanzate in aula dal Pubblico Ministero che aveva chiesto la condanna ad anni 1 e mesi 6 di reclusione. Il Giudice invece, in accoglimento della tesi difensiva, li ha condannati a pochi mesi di reclusione con il beneficio della pena sospesa e della non menzione.

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