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Imprenditore denunciò il racket: tra pochi giorni parte il maxiprocesso

L'uomo dovrà confermare la sua denuncia davanti a giudici e imputati. Nei mesi scorsi si costituirono parte civile l'associazione antiracket Sos Impresa, la Regione Campania, la Provincia di Napoli ed i Comuni di Bacoli e Pozzuoli

Torna in aula il processo a carico di esponenti malavitosi della cosca flegrea. Martedì 15 febbraio, infatti, presso il Tribunale di Napoli al Centro Direzionale, è prevista l’udienza del processo che vede parte offesa un imprenditore di Bacoli, che ha avuto il coraggio di denunciare i suoi estorsori. Un momento importante del processo anche perché, nella stessa seduta, l’imprenditore dovrà confermare la sua denuncia davanti ai Giudici e agli imputati. Un atto importante, che dovrà essere sostenuto anche dalle istituzioni.

Nei mesi scorsi infatti, all’avvio di questo processo, si sono costituiti parte civile, insieme all’imprenditore Maurizio, anche l’associazione antiracket Sos Impresa, la regione Campania, la provincia di Napoli ed i comuni di Bacoli e Pozzuoli. In aula, quindi, ci saranno i rappresentanti di tutte le parte civili ammesse nel giudizio. Una rete, quella che si sta formando nell’area flegrea per difendere e prevenire l’usura ai danni di imprese e commercianti. La diocesi di Pozzuoli, infatti, non meno di qualche settimana fa ha promosso una fondazione anti usura, che farà consulenza, informazione ed assistenza per prevenire e contrastare il ricorso al credito illegale e si costituirà parte civile, nei giudizi penali accanto alle vittime dì usura e racket che denunceranno i propri aguzzini.

Resta quindi importante, anche secondo l’associazione Antiracket, garantire all’imprenditore Maurizio, in questa fase e non solo, la “massima solidarietà che possiamo assicurare tutti accompagnandolo in aula mentre sosterrà le sue ragioni”.

«Questo invito alla società civile – afferma il coordinatore nazionale di Sos Impresa, Luigi Cuomo – e alla parte sana della società flegrea è un’occasione per le persone per bene di manifestare non solo fisicamente, quindi partecipando al processo, ma soprattutto culturalmente la propria vicinanza all’imprenditore e all’enorme movimento di opinione che si è creato attorno. Sono soddisfatto – continua Cuomo – del riscontro che l’invito sta raccogliendo». Alla processo, infatti, saranno presenti anche esponenti di partiti politici come il consigliere provinciale del Partito Democratico, Livio Falcone e l’assessore provinciale alla sicurezza, Franco Malvano.

«Ci saranno molte persone – prosegue Luigi Cuomo – che manifesteranno la solidarietà a Maurizio. Solidarietà che non deve fermarsi e concludersi quel giorno dove Maurizio dovrà testimoniare, perché sarà un processo che comincia adesso per continuare a far germogliare una pianta di legalità e di liberazione del territorio».

A breve, dunque, il maxiprocesso contro il clan Beneduce-Longobardi, “un’occasione storica, ribadisce Cuomo, per svelare un mondo troppo a lungo sottaciuto di condizionamenti malavitosi dell’intera economia flegrea”. In questi momenti l’antiracket di uno può diventare l’antiracket di tutti, della società civile, delle istituzioni, della buona politica e della parte sana della società.

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