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Abbracci gratis

Abbracci gratis

Giornata Nazionale dei Free Hugs. L'italia unita in un abbraccio

Evento promosso da "Umani in Divenire". Appuntamento domenica 16 ottobre a Piazza Plebiscito. Pietro Tamburella, ideatore del progetto, ci racconta cosa significa regalare abbracci. L'intervista

Può un abbraccio cambiare le sorti del mondo? Forse no, ma di certo può guarire quelle piccole ferite quotidiane che pesano sulle nostre vite e quindi può contribuire ad alleggerirci il carico della fatica e degli affanni che ci portiamo in spalla. E certamente può avvicinarci di più agli altri essere umani, aiutarci a ritrovare quel contatto e quella fiducia che si rischia di perdere. Lenitivo, benefico, emozionante. Un abbraccio è un medicamento naturale che non costa niente e che può curare molte cose, oltre a farci ritrovare facilmente il sorriso e regalarlo anche agli altri.

La “Piattaforma Universale Indipendente” Umani in Divenire promuove per domenica 16 Ottobre un evento senza precedenti al mondo, unico per storia e contenuto: la 1° Giornata nazionale degli Abbracci. L’iniziativa è partita il 16 settembre 2011 ed è talmente piaciuta alla gente che si è diffusa al punto da coinvolgere ad oggi oltre 70 città italiane, che hanno ufficialmente aderito al progetto.

Ma la storia dei “Free Hugs” (abbracci gratis, ma anche liberi) parte da lontano. A darle rilievo e visibilità è stato un ragazzo australiano, conosciuto con lo pseudonimo di Juan Mann, che nel 2006 iniziò a regalare abbracci per le strade di Sidney a perfetti estrane, con lo scopo di illuminare un momento, un solo attimo, ma che fosse importante. L’iniziativa fu inserita sul web tramite you tube ed ebbe un numero incredibile di contatti, tali da far conoscere e diffondere il progetto in tutto il mondo. Oggi gli attivisti dei Free Hugs sono in tutto il mondo e si organizzano saltuariamente in varie città per regalare abbracci.

A portare gli abbracci gratis alla ribalta italiana è stato Pietro Tamburella che con i suoi emozionanti video (visionabili su you tube) ha colpito e appassionato milioni di italiani. La Giornata Nazionale nasce per far sì che si crei un’unica grande mobilitazione che coinvolga l’Italia intera, a cui ciascuno potrà partecipare dalla propria città, per regalare abbracci all'intera nazione e ritrovare il contatto con gli altri.

Anche Napoli non mancherà all’appuntamento, ad organizzare l'evento partenopeo che si terrà in Piazza del Plebiscito è stata Cristina Spinnato (per informazioni si può contattarla sul social network facebook oppure all'indirizzo e-mail cristinaspinnato@alice.it). Ma si distribuiranno abbracci gratis anche a Pozzuoli, al Lago D'averno.

A raccontarci il vero significato di questa iniziativa è stato lo stesso Pietro, ideatore di questo coraggioso e meritevole progetto che legherà nord e sud in un unico abbraccio:

Pietro, da dove nasce l’idea di donare abbracci in strada a perfetti sconosciuti?

Abbiamo avuto l’occasione di abbracciare la gente in varie città di tutto il mondo e quello che accade in un luogo in cui si regalano abbracci è indescrivibile. Con il passare delle ore tutta la città viene coinvolta da una strana gioia che si respira sempre più intensamente nell’aria. Ci siamo chiesti cosa mai sarebbe successo se fossimo riusciti a coinvolgere un’intera nazione ad abbracciarsi simultaneamente nello stesso giorno e la risposta è che nessuno lo sa perché non è mai accaduto prima. Di certo lo scopriremo insieme il 16 Ottobre..

Sono tante le città e quindi le persone che hanno aderito alla vostra iniziativa?

Ad oggi contiamo oltre 70 città italiane ma il numero è in continua crescita e la diffusione sempre più capillare. In realtà non sappiamo quanta gente è stata coinvolta ma abbiamo la forte percezione che è un evento fortemente sentito e desiderato dalla gente comune che con il passaparola non smette di parlarne.

Perché dedicare una giornata a “regalare abbracci”?

Perché ce ne sono state troppe per disseminare sofferenza e violenza in ogni dove. Perché non è possibile generare alcun cambiamento se prima non facciamo in modo di far riaffiorare l’umanità dall’uomo/macchina contemporaneo che è sempre più un automa piuttosto che un essere creativo. Solo un essere umano può far risorgere l’Umanità dall’umanità. Perché solo a questo punto può iniziare un vero e proprio cambiamento interiore concreto e visibile. Il principio fondamentale di ogni Umano in divenire è quello di Essere quel cambiamento che vogliamo vedere nel mondo senza il quale non potrà mai cambiare nulla.

È davvero così grande il potere benefico di un abbraccio? E resta tale anche se ricevuto (o donato) da un perfetto estraneo?

L’energia che si genera in un luogo in cui si regalano abbracci ai passanti è qualcosa di straordinario che solo chi ha vissuto può comprendere. Lo scopo è quello di far cadere le barriere delle diversità culturali, religiose e sociali di una nazione che ha più che mai bisogno di ritrovare per prima cosa la propria umanità. L’abbraccio diretto e inaspettato è un canale potentissimo per unire la gente e far scorrere attraverso il sentire ciò che nessuna parola al mondo sarà mai capace di esprimere. E’ un linguaggio universale che attraverso le emozioni può aprire in un solo istante molte porte al bambino assopito dentro di noi. E’ energia allo stato puro che scorre e si amplifica a macchia d’olio. La giornata nazionale degli abbracci congiunta alla meditazione mondiale, fanno di questo avvenimento un’occasione unica al mondo. Il fenomeno dell’entanglement della fisica quantistica conferma che l’intento deliberato di un tale evento congiunto, che sfocia in un abbraccio collettivo all’intera nazione, ha degli effetti così potenti da generare un gigantesco campo di energia unificato potenzialmente capace di frantumare molte barriere inducendo così molti ad aprirsi.

Qual è la “mission” di Umani in divenire? Ci racconti la vostra visione del mondo e il nuovo paradigma di esistenza che proponete?

Umani in divenire è una piattaforma universale indipendente che ha lo scopo di diffondere e condividere in/con tutto il mondo degli strumenti capaci di favorire concretamente l’evoluzione umana e contribuire a ristabilire l’armonia tra tutti gli esseri viventi e il nostro pianeta. Umani in divenire è un movimento spontaneo, formato da esseri umani di ogni ceto, genere e razza, che si sta espandendo in tutto il mondo e attraverso la compartecipazione condivide e si protende verso la realizzazione di un sogno comune, di una visione condivisa: la realizzazione di un Nuovo Paradigma di Esistenza basato sul rispetto e la riconquista dei diritti inalienabili di tutti gli esseri viventi, i cui fondamenti sono la Giustizia e la Libertà. Alcuni di questi obiettivi sono: la disintossicazione del corpo, la de-programmazione della mente, la libertà dell’espressione dell’anima, i processi per la crescita della consapevolezza, la ricerca e la diffusione delle energie rinnovabili, lo sviluppo delle facoltà assopite, la presa di coscienza di noi stessi e della Realtà, il risveglio dei bambini, la salvaguardia degli animali e dell'ambiente, la difesa e la diffusione dei diritti umani. Come già detto manca appunto l’Umanità stessa e la gioia di essere e di vivere secondo la propria natura. Dato che l’ambiente in cui si vive costituisce un elemento fondamentale dell’esistenza, è più che mai necessario riconquistare il rapporto con se stessi e la natura. Per questo c’è un così grande desiderio di vivere per esempio negli eco-villaggi. Umani in divenire ha creato la prima mappa mondiale degli eco-villaggi ed è in prima linea nel supportare ogni iniziativa che possa permettere di espandere questo nuovo paradigma di esistenza. Il Nuovo Paradigma di Esistenza è un sogno comune, una visione fortemente condivisa in cui gli esseri umani possono scegliere di lavorare insieme vivendo in armonia e cooperazione con la natura, sperimentando nuovi stili di vita e nuove abilità per creare un modo di vivere sostenibile e pacifico. E’ un mondo in cui gli individui si sentono supportati e responsabili con le persone intorno a loro. Procurano un profondo senso di appartenenza ad un gruppo. Sono abbastanza piccoli da fare sentire ogni singolo membro sostenuto, visto ed ascoltato. In questo modo le persone sono in grado di partecipare alle decisioni che influenzano la loro vita e quella della comunità su base larga. Abbiamo bisogno di un sistema decisionale realmente democratico, dove la gente possa esercitare il diritto di risolvere i propri conflitti, darsi le proprie regole, prendersi cura della propria salute e vivere pienamente la propria vita.

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