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Don Ivan Licinio (foto pagina Facebook 'Don Ivan Licinio')

Don Ivan Licinio (foto pagina Facebook 'Don Ivan Licinio')

Vicerettore del Santuario di Pompei contro Salvini: "Castrati il cervello"

Don Ivan Licinio, vicerettore del Santuario di Pompei, risponde al leader della Lega, che aveva invocato la castrazione chimica per il nigeriano, accusato di aver molestato un'operatrice di un centro di accoglienza di Giugliano

Don Ivan Licinio, vicerettore del Santuario di Pompei, ha risposto al leader della Lega Matteo Salvini, che ieri in un post sui social aveva invocato la castrazione chimica per il 25enne nigeriano, accusato di aver molestato l'operatrice di un centro di accoglienza di Giugliano, attraverso la propria pagina Facebook.

"Vi chiedo scusa anticipatamente se urterò la vostra suscettibilità e se leggerete un sfogo che va oltre la mia solita pacatezza e correttezza, ma credo che di fronte a certe cose non si può stare in silenzio. Leggendo questa ennesima cavolata di Matteo Salvini - scrive Don Ivan nel post - in un clima storico peraltro molto delicato, mi veniva un pensiero sillogistico. Se Salvini chiede la castrazione per coloro che usano un membro del corpo al fine di commettere violenza, la punizione dovrebbe essere attuata anche per chi usa un altro membro, la lingua, allo stesso scopo. Sì, perché dire certe cose significa fare violenza all'intelligenza, visto che in Italia la maggioranza degli stupratori sono connazionali e che la percentuale di donne straniere stuprate dagli italiani è altissima. Salvini fai un piacere a tutti, uomini e donne, castrati il cervello, ma forse ce l'hai troppo piccolo".

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