Campania, quasi il 40 per cento dei minori vive in povertà

Nella giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, la Cooperativa Eco Onlus lancia l'allarme infanzia: "Nella nostra regione, il 20 per cento dei ragazzi lascia gli studi"

Nel 2020, oltre il 37 per cento dei minori vive in condizioni di povertà. Il dato non riguarda l'intero pianeta, né i Paesi del Terzo Mondo. E' la percentuale registrata in Campania. "L'infanzia è a rischio. Non più bambini, non esseri umani, ma veicoli a beneficio del più forte" è il messaggio di Sofia Flauto, responsabile della Cooperativa Eco Onlus in occasione della giornata mondiale contro la tratta di esseri umani.

"I minori, spesso sono convinti da una promessa di benessere, una prigione mascherata. Si tratta di una maglia intricata che stringe e costringe i genitori a continuare pur di sopravvivere. Tutto questo è molto più vicino a noi di quanto sembri: il numero di minori in povertà in Campania è in aumento; la frattura creatasi non resta esclusivamente economica, ma si lega inevitabilmente alle scarse opportunità pedagogiche".

Oggi in Campania il 37,5 per cento dei bambini vive in condizioni di povertà relativa, un dato ben al di sopra della media nazionale che si attesta al 22 per cento. Una condizione che coinvolge comunque quasi 2 minori su 5 nella regione, e che conferma come il tema della povertà minorile resti una vera emergenza.

Che i piccoli lavoratori finiscano per ingrossare le fila delle maestranze criminali è quasi una certezza a Napoli e in Campania. Qui gli “scugnizzi che faticano” sono sotto gli occhi di tutti. I ragazzini fra i 9 e i 16 anni vengono utilizzati da bar e ristoranti per le consegne a domicilio, nei chioschi e persino dalle piccole imprese edili dove maneggiano cazzuole e mattoni senza le adeguate protezioni.

La Campania è la terza regione per numero di ragazzi che abbandonano prematuramente gli studi, con un tasso di abbandono del 19,1 per cento contro una media nazionale del 14 per cento. Emerge che la povertà educativa è la vera emergenza del Paese. "L'unica via possibile è quella che passa dalla scuola e dall'educazione - continua Sofia Flauto - E ora, più che mai, la problematica è aggravata dall’effetto Covid: la didattica a distanza porta con sé la potenziale minaccia dell’inaccessibilità, e dunque il potenziale aumento della povertà educativa. Ciò a cui assistiamo non è solo la strumentalizzazione della tenerezza, è la perdita della speranza e del valore di un futuro".

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