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Aumento delle tariffe, è rivolta al porto di Capri

Scattata questa mattina la mobilitazione. Il primo aliscafo da Napoli non è riuscito ad attraccare ed è tornato indietro. Momenti di tensione fra manifestanti e poliziotti

Mobilitazione questa mattina al porto di Capri per protestare contro l'aumento delle tariffe del trasporto via mare. Il primo aliscafo da Napoli non è riuscito ad attraccare ed è tornato indietro. È stato consentito invece al traghetto veloce Caremar di attraccare e ripartire così come il maxitraghetto Caremar.

Sul posto la popolazione, i sindaci Lembo e Cerrotta. Momenti di tensione fra manifestanti e poliziotti che hanno effettuato un cordone per isolare l'ultimo tratto del porto.

La manifestazione di protesta, organizzata principalmente dai giovani di Capri ed Anacapri e da quelli del Forum dell'isola, durerà fino alle 18. Stamattina alle 6 le campane delle chiese di Capri hanno suonato a distesa per dare la sveglia agli abitanti dell'isola e mettere in moto la protesta. Gli abitanti dell'isola contestano la modifica delle tariffe decisa dalle compagnie di navigazione private, che hanno aumentato del 10% le tariffe 'residuali' (corse turistiche) e del 3.3% i 'servizi minimi' (corse in orari principali).

Secondo le ultime notizie, è stato impedito l'attracco anche ad un aliscafo Ali Lauro proveniente da Sorrento: a bloccare la navigazione sono state le manovre spericolate delle barchette che si sono posizionate proprio sotto l'imbarcazione veloce. Continuano, invece, ad arrivare regolarmente i traghetti della Caremar accolti dagli applausi dei manifestanti ai quali, le navi, 'rispondono' facendo suonare le sirene.

AGGIORNAMENTI - La protesta ha preso di mira anche le navi della Caremar il cui transito, nell'arco della mattinata, era stato consentito. I manifestanti hanno, infatti, bloccato l'attracco di una nave Caremar (Campania regionale marittima) che era partita da Napoli alle ore 11.10 e che non rientrava nel consueto piano di collegamenti della compagnia.. Era stata infatti autorizzata dall'assessorato regionale ai Trasporti per evitare disagi ai cittadini in partenza e per decongestionare lo scalo marittimo Calata di Massa. Ma all'arrivo della nave a Capri, i manifestanti hanno bloccato l'attracco, così come fatto per tutta la mattinata per le navi delle compagnie private di navigazione. La nave Caremar é stata, dunque, costretta a ritornare a Napoli.

UNA RIVOLTA PLATEALE" - Raffaele Aiello, amministratore delegato di Snav, racchiude la protesta in una cifra ben precisa: venti centesimi. "Sì, non ci crederà ma a Capri hanno bloccato tutto per un aumento di soli venti centesimi sui biglietti dei residenti e pendolari. Io capisco i disagi dei pendolari e residenti ma è bene che si sappia che sul loro biglietto, ribadisco, l'aumento è stato solo di venti centesimi da 5,30 a 5,50, l'equivalente di una mancia al bar - sottolinea l'ad Aiello - mentre l'aumento sul biglietto per i turisti è stato pari a 1,70, da 17 euro a 18,70. Noi non prendiamo contributi dallo Stato, noi abbiamo subito negli ultimi tempi un aumento del costo del carburante del 20% e poi l'aumento dal 1 gennaio dell'Iva del 21%". Poi punta il dito contro le compagnie che, invece, ricevono contributi dallo stato. "Se i cittadini di Capri vogliono difendere la Caremar che prende 19 milioni di contributi all'anno, facciano pure. Sappiano bene che sulle loro unità spesso non ci sono i controlli. Se la protesta è, dunque, finalizzata a premiare e a difendere questi atteggiamenti, facciano pure. Noi la pensiamo e lavoriamo in maniera diversa". (Ansa)

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