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Venerdì, 21 Giugno 2024
Cronaca

Ponti Rossi, da casa di camorra a casa d'accoglienza per ragazzi Lgbt

Ieri mattina al Pan, il presidente dell'associazione I-Ken Onlus, Carlo Cremona, ha presentato la casa d'accoglienza per ragazzi lgbt realizzata a via Genovesi in un appartamento confiscato al clan Mallardo-Contini

Da casa di camorra a casa d'accoglienza per ragazzi Lgbt+. Il nuovo centro, affidato all'associazione capofila I-Ken Onlus, è stato presentato ieri mattina al Pan, durante il convegno «Culture giovanili Lgbt: sfide, buone prassi ed innovazioni italiane made in Napoli». La casa d'accoglienza nasce in un immobile confiscato al clan Mallardo-Contini a via Genovesi ai Ponti Rossi. Qui i ragazzi disagiati o vittime di violenza e discriminazione potranno trovare l'aiuto e l'accoglienza che cercano ma potranno anche lavorarci. Proprio per sottolineare che questo centro non sarà un parcheggio o un dormitorio ma una sede attiva in cui incontrarsi, dove è già in corso un fitto programma di attività, il convegno promosso in collaborazione con l'Università, si chiama "Questa casa non è un albergo" ed è cofinanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con il dipartimento della Gioventù e del Servizio civile.

La sigla usata per l'occasione specifica è  Lgbt+, per sottolineare la collaborazione tra i-Ken e la Federico II. Lo spiega bene il presidente dell'associazione I-Ken, Carlo Cremona: "puntiamo a creare, più che una realtà per quanto utile ghettizzante, un “hub arcobaleno” che metta in rete le diverse associazioni attive nell’accoglienza".

Il convegno è stato l'occasione per avviare una giornata di formazione di ampio respiro in cui si è discusso delle diverse forme di violenza dall’omofobia al bullismo, dal cyberbullismo alla violenza di genere, di diritti e pari opportunità.

Il centro di via Genovesi è costato 60mila euro, il cui 20% è stato investito da i-Ken. "Anche chi sarà accolto se ne dovrà prendere cura", afferma il presidente Cremona, "e dovrà rimboccarsi le maniche soprattutto per chi ha più bisogno di assistenza. Siamo già partiti con servizi di consulenza psicologica, di consulenza legale e con uno sportello di primo soccorso per persone che si trovano per strada a causa di contrasti familiari". Cremona spiega che ancora non si sa di quante persone si tratta ma che spera di scoprirlo presto, con l'assessore al Welfare del Comune di Napoli, Roberta Gaeta e con le associazioni che se ne occupano.

"Il nostro", conclude carlo Cremona, " dovrà essere un luogo che connette col mondo dell’accoglienza partendo da quella di genere, da qui la collaborazione con la psicologa Caterina Arcidiacono del Dipartimento studi di genere della Federico II. Avremmo potuto cadere nella trappola del ghetto, ma ferma restando l’importanza del clima familiare non è quel che intendiamo per «Casa». Abbiamo già dato accoglienza ad 80 persone".

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