Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca Pendino / Piazza Nolana

Poliziotto accoltellato, la denuncia: "Le istituzioni non possono più stare a guardare"

Dopo quanto successo martedì sera nei pressi di piazza Nolana, Fsp Polizia di Stato denuncia l'ennesimo tra "episodi gravissimi di violenza in cui, troppo spesso, i poliziotti rimangono feriti" e chiede un intervento legislativo

"L'ennesimo caso di un agente di Polizia che si è salvato da un accoltellamento solo grazie alla sua prontezza e alla buona sorte". Così Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia di Stato, ha commentato l'episodio avvenuto martedì sera in cui un poliziotto è stato ferito con un'arma da taglio.

La vicenda è avvenuta nei pressi di piazza Nolana. Un ragazzo straniero di 28 anni, con precedenti di polizia, al termine di una fuga dagli agenti che lo avevano fermato per un controllo ha estratto un coltello e colpito un poliziotto. Aveva con sé 18 pasticche di droga. È stato arrestato per tentato omicidio, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale nonché denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi.

"Politica e Istituzioni non possono più stare a guardare. Si susseguono, quasi quotidianamente, episodi gravissimi di violenza in cui, troppo spesso, i poliziotti rimangono feriti, non avendo a propria disposizione strumenti e norme che consentano un'adeguata tutela loro e degli altri", prosegue Mazzetti. "È ora di dire basta, continuare a stare con le mani in mano è ormai solo indice di cattiva fede. Urge intervenire prima che ci scappi il prossimo morto''.

''Il nostro primo pensiero di solidarietà e vicinanza va al collega che se l'è vista brutta - aggiunge Mazzetti - Ma non si può più tacere il livello di frustrazione e sconcerto che giustamente attanaglia gli operatori della sicurezza, che svolgono il proprio lavoro al servizio della gente e del paese, ma che sono costretti a subire anche rischi evitabili o ridimensionabili se si procedesse senza più assurdi ritardi burocratici a fornire loro dotazioni adeguate, e soprattutto che vivono il peggiore degli incubi, sapendo che intervenire per salvare se stessi o gli altri può catapultarli nell'inferno giudiziario che inizia con quello che, tentando inutilmente di banalizzare, si chiama 'atto dovuto'".

"Basta con questo stillicidio - conclude Mauro Di Giacomo, Segretario Fsp Napoli - L'incolumità dei lavoratori in divisa deve pur contare qualcosa, ed è ora di dimostrarlo in maniera forte e concreta, mettendo mano a norme di merito e procedurali che devono essere cambiate''.

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