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"I figli delle stelle sono tornati": il video con i due poliziotti uccisi

 

"I figli delle stelle sono tornati", i due agenti uccisi in Questura a Trieste il 4 ottobre scorso, erano legati da un sentimento di amicizia molto forte. Nel video diffuso dalla Questura e girato recentemente proprio da Pierluigi Rotta e Matteo Demenego si può notare l'affiatamento tra i due agenti.

Duplice omicidio

"Le due vittime sono morte senza che si sappia il perché": è questa l'amara conclusione a cui giunge il Gip triestino Massimo Tommasini nell'ordinanza di convalida del fermo di Alejandro Augusto Stephan Meran, il 29enne che venerdì ha ucciso, all'interno della Questura di Trieste, i poliziotti Pierluigi Rotta - puteolano - e Matteo Demenego. Secondo il Gip Meran aveva "familiarità con le armi", tanto da essere in grado, una volta sottratta l'arma a Rotta, di "scarrellare", dando quindi "conto della volontà di armarsi e fare fuoco".

Rotta viene colpito da quattro proiettili, arriva Demenego in soccorso che viene colpito da cinque proiettili. Secondo il Gip esiste concreto pericolo di fuga di Meran, che per questo viene piantonato all'interno dell'ospedale dove è ricoverato. "Per i suoi contatti in Germania", spiega il giudice, e per "recidiva specifica", il 29enne dominicano dovrà essere condotto in carcere appena le sue condizioni lo consentiranno. Va ricordato che la portata della strage poteva essere ben più ampia, considerato che Meran, dopo aver ucciso Rotta e Demenego, ha tentato la fuga sparando all'impazzata per uscire dalla Questura. 

Il passato di Rotta: promettente calciatore

All'ingresso del palazzo ha ferito un poliziotto di piantone - le cui condizioni non sono preoccupanti - ed è stato ferito a sua volta prima di essere catturato. Meran era in Questura con l'accusa di furto, formalizzata dal fratello. Riguardo ai presunti 'disturbi psichici' dell'accusato, scrive il Giudice Tommasini, non "sono arrivati al momento documenti medici a riguardo". "Questa tragedia non verrà dimenticata presto", conclude, con grande amarezza, il Gip Massimo Tommasini nella sua ordinanza. 

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