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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Cronaca

Poliziotta violentata, la testimonianza della 33enne: "Oggi sono felice. Mi sono ripresa la mia vita"

Alessandra Accardo ricorda quei minuti interminabili: "Ero convinta che sarei morta lì e allora ho pensato a mia madre e a mio padre, pensavo che non meritavano di trovarmi così"

Alessandra Accardo, la poliziotta napoletana vittima di una violenza sessuale nel parcheggio del porto di Napoli, ha raccontato al Corriere della Sera quei minuti drammatici vissuti poco più di un anno fa e la forza interiore che l'ha spinta a sopravvivere. Il suo racconto è lucido e dettagliato: "Non sentivo dolore. Aveva trovato una pietra per terra e con quella mi ha colpita forte non so quante volte. Mi ha staccato un’unghia a forza di sassate contro le mani. Mi ha colpito in testa. Mi ha dato un morso sulla guancia. Mi sbatteva la testa per terra e mi tirava i capelli così forte che ne ho persi ciocche intere. Sanguinavo dal volto, da un orecchio, dalle ginocchia lacerate perché mi ha trascinata dietro un gabbiotto. Ma io volevo sopravvivere e non sentivo alcun dolore. A un certo punto ho visto tutto nero, stavo soffocando. Gli ho detto se mi vuoi violentare perché mi stai ammazzando? Ma era una furia, non gli importava niente di me. Ero convinta che sarei morta lì e allora ho pensato a mia madre e a mio padre, pensavo che non meritavano di trovarmi così. Ho provato un dispiacere così profondo davanti a quel pensiero".

"Oggi sono una donna felice"

La 33enne ha deciso di affrontare l'accaduto e ha deciso di condividere il dolore vissuto affinché sia di esempio per le vittime di violenza: "Ho deciso di metterci la faccia e parlare di quel che mi è successo. Le vittime vanno ascoltate, con rispetto. Condividere il dolore aiuta te e gli altri. Sento in questi giorni la famosa espressione “voglio essere l’ultima” sulla violenza di genere. Anche io l’ho pensato. E l’unico modo che ho per fare qualcosa è essere un modello. Oggi sono una donna felice. Ho un compagno che mi adora e che adoro, ho ripreso palestra, corso di ballo, lavoro. Mi sono ripresa la mia vita, e cerco di aiutare gli altri con la mia testimonianza".

La condanna in primo grado

Il violentatore, un cittadino bengalese, è stato subito dopo rintracciato e arrestato dai colleghi della poliziotta. E' stato condannato a 14 anni di reclusione in primo grado per violenza sessuale e tentato omicidio. 

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