Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Caos polizia municipale a Napoli, tra polemiche interne e dotazioni inesistenti

Una doppia polemica ha oggi travolto il corpo. I dettagli

Un solo giorno, due polemiche. La polizia municipale di Napoli si è trovata nell'occhio del ciclone all'improvviso e in due vicende separate tra loro ed emerse attraverso due diversi giornali: sul Corriere del Mezzogiorno è infatti emersa una situazione disastrosa riguardante le dotazioni agli agenti in strada, sul Mattino una pesante polemica tra il neoassunto “dirigente dell’Area sicurezza e Vigilanza” (sostanzialmente il numero 2 del corpo) e il comandante Ciro Esposito.

I vigili comprano di tasca propria la divisa

Iniziamo con la questione dotazioni. I 250 vigili urbani assunti lo scorso giugno per non scendere in strada in borghese hanno dovuto mettere mano al portafogli e comprare pettorine, polo, pantaloni e giacche. Insomma, le divise con su scritto “Polizia municipale”. Non soltanto loro. Anche molti vigili da più tempo in servizio sopperiscono alle carenze di dotazione comprando pezzi di divisa di propria tasca. Claudio Lamari, rappresentante sindacale dello Snavu, il maggiore sindacato di categoria, al Cormez spiega: “La maggior parte degli operatori a tempo determinato ha acquistato in proprio massa vestiario pur non essendo tenuta a farlo”. E ancora: “Alcuni dipendenti in difformità al vigente regolamento del Corpo, prestano servizi in abito civile su autorizzazione dei comandanti di reparto”.

Il problema non è recente. Una nota (protocollo 700821 del 29 settembre 2022) già segnalava al Comune che cosa stesse accadendo. Ed evidentemente in un anno non è cambiato nulla.

Durissimo botta e risposta ai vertici

La seconda polemica che oggi colpisce il corpo di polizia municipale partenopeo vede come protagonisti Orlando Joselito e Ciro Esposito, rispettivamente dirigente dell'area sicurezza e vigilanza e comandante, quindi i vertici.

Joselito, assunto con il concorsone dell'anno scorso, lamenta di essere “demansionato”, cosa che – riporta il Mattino – ha scritto a chiare lettere in una dura missiva inviata al comandante Ciro Esposito (che ritiene il responsabile della vicenda), al sindaco Gaetano Manfredi, all’assessore competente Antonio De Iesu e al direttore generale Pasquale Granata.

Una vicenda di incarichi fin qui svolti (in quattro mesi dall'entrata in servizio) e di orari di lavoro da lui ritenuti non consoni a questi, con tanto di risposta per le rime del comandante. La cui conclusione rappresenta a pieno il clima: “La invito a mettere da parte ogni ostilità nei confronti dell’organizzazione del Corpo e del sottoscritto e ad assumere un contegno costruttivo e collaborativo avvertendola che non tollererò oltre i toni irrispettosi che caratterizzano la sua nota”.

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