Cronaca Via Tribunali

Con la crisi tornano la pizza a credito e il caffè pagato

"Mangi oggi e paghi tra otto giorni". In campo il pizzaiolo Gino Sorbillo e i titolari dello storico Caffé Gambrinus. "È un atto di fiducia verso i napoletani, una nuova scommessa sulla città che siamo certi non ci deluderà"

Gin Sorbillo

Mangia la pizza oggi e paghi tra otto giorni. Contro la crisi a Napoli si rispolvera il vecchio ma collaudato sistema del 'finanziamento a breve' per soddisfare la voglia di gustare il tipico prodotto gastronomico partenopeo pur in un momento difficile dell'economia. A rilanciare il meccanismo per la gente del quartiere di Via Tribunali che ricorda i tempi duri della guerra e del periodo post-bellico ma anche il fascino della Loren nel celebre 'Oro di Napoli' è il pizzaiolo Gino Sorbillo noto anche per diverse iniziative di solidarietà e di denuncia. E a Napoli torna anche il 'caffè' pagato', vale a dire l'offerta a chi non può permetterselo di una tazzina pagata in anticipo da uno sconosciuto. A rilanciarla i titolari dello storico Caffé Gambrinus, Antonio e Arturo Sergio.

"E' il momento di essere solidali e di credere nella città e nei napoletani - spiega Sorbillo - In questo periodo di grande crisi economica e di collasso del sistema economico nazionale e internazionale come al solito al Sud si soffre più degli altri". E cita un episodio: "Mi ha molto colpito la vicenda del ladro con il volto scoperto e la pistola in pugno che ha sorpreso qualche giorno fa un utente all'uscita di una pizzeria a Casoria, alle porte della città, derubandolo soltanto delle quattro pizze che l'uomo aveva in mano... 'Stasera mangeranno i miei figli' ha detto il ladro e poi si è dato alla fuga". Una storia emblematica, afferma, per rispolverare un'antica usanza proprio napoletana: la famosa 'pizza oggi a otto', la pizza, cioé che si faceva, fritta, nei bassi la mattina presto e che veniva prelevata e consumata con la promessa di pagarla la volta successiva (a 8 giorni), essendo il credito, sulla pizza, puntualmente pagato da tutti".

"Ormai - sottolinea con amarezza - la gente non ricorre più al finanziamento per un telefonino o un pc, ma per mangiare...".La pizzeria Sorbillo accetterà dunque dalla gente del quartiere che non ha immediata disponibilità (una per abitante, presentandosi nel locale personalmente) il pagamento 'differito' del prodotto. "E' un atto di fiducia verso i napoletani, una nuova scommessa sulla città che siamo certi non ci deluderà" dice il giovane pizzaiolo sostenuto, come in altre occasioni, dal commissario regionale dei Verdi Ecologisti, Francesco Emilio Borrelli.


Un filo rosso lega il passato al presente. "Mio nonno Luigi Sorbillo - racconta Gino Sorbillo - fondò la pizzeria negli anni Trenta. E nonno Luigi si dava molto da fare, in tutti i sensi: presa in sposa Carolina Esposito, ebbe da lei ventuno figli. I nonni, tuttavia, morirono presto e zia Esterina, la prima figlia, prese per mano la famiglia e, a soli quattordici anni, nel 1942, era già pienamente coinvolta nell'attività". La guerra, la carestia. Nel centro storico le pizzerie vendevano la pizza con la formula 'oggi a otto'. "Ha vissuto sessantatre anni in pizzeria - afferma Sorbillo - All'esterno del locale aveva il suo piccolo banchetto di un metro quadrato dove friggeva le pizze; ho ancora negli occhi la folla che si accalcava solo a sentirne l'odore. Amava il popolo, la sua fissazione era quella di mantenere i prezzi bassi per consentire a tutti di affollare la pizzeria, soprattutto agli studenti che venivano dalla vicina università". Conclude Sorbillo: "Ecco, questa decisione è stata presa in suo onore ed in sua memoria. Se fosse stata ancora viva in un momento così difficile avrebbe approvato la decisione anche dopo il maledetto rogo della pizzeria avvenuto alcuni mesi fa"; mi auguro che le persone rispettino l'impegno di pagare: in epoche altrettanto difficili come quella della guerra tutti si comportavano con lealtà. Era un punto d'onore". (Ansa)

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