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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

“A Lecce non si festeggia”: calcio allo sterno e bandiera scippata ad un 17enne napoletano

"Non so se andremo più allo stadio", denuncia la mamma della vittima

Incubo per una famiglia che ieri sera ha subito una brutale aggressione, come riporta in esclusiva LeccePrima, dopo aver parlato con una delle vittime. Il tutto è avvenuto poco dopo il triplice fischio della gara disputata a Udine dal Napoli che ha sancito la conquista dello Scudetto. Anche a Lecce ci sono stati caroselli di tifosi azzurri presenti un po' in tutta Italia.

L’episodio è successo a ridosso del centro di Lecce, ovvero al semaforo di viale Michele De Pietro, alle spalle della Villa comunale. È qui che un ragazzo di 17 anni che si trovava in auto con padre, madre e il fratello maggiore di due anni, s’è visto sfilare la bandiera del Napoli che stava sventolando dal finestrino semiaperto.Chi ha agito, assecondato dagli amici di “ronda” che urlavano e incitavano, ha pensato bene di sferrare persino un calcio nello sterno del malcapitato nel tentativo di sfilargli dalle mani anche l’asta che reggeva la bandiera. Evidentemente, con l’intenzione di proseguire l’assalto in maniera ancora più violenta, anche perché, essendo di legno, avrebbe potuto usarla per provocare ulteriori danni, ma per fortuna almeno l’asta, è rimasta saldamente nelle mani del ragazzo.

Le vittime: "Non so se andremo più allo stadio"

A raccontare la vicenda è la madre del giovane, originaria di un comune della provincia e residente a Lecce da venticinque anni, dove svolge la sua attività professionale. Sposata con un campano, la sua è una famiglia che da sempre sostiene entrambe le maglie. “Ma non so se torneremo più al Via del Mare dopo quello che è accaduto”, racconta, con una punta di sincera amarezza, la madre del giovane, ancora sconcertata per le violenze subite.

 “Eravamo fermi al semaforo – ricorda la donna -, quando all’improvviso siamo stati affiancati da quest’altro veicolo”. Dentro erano in quattro, forse in cinque. La cosa che ha colpito subito, il fatto che urlassero, inviperiti, qualcosa come: “A Lecce nu se festeggia”, frase seguita da una serie di termini irripetibili. Solo uno degli occupanti del veicolo sarebbe però uscito, iniziando prima a battere i pugni con rabbia sull’auto della famiglia, per poi iniziare a tirare la bandiera, che era ancora sporgente dal finestrino, fino a sfilarla dall’asta. E, non contento, avrebbe cercato di impossessarsi pure di questa, non esitando a sferrare quel calcio con forza che, per il punto colpito, il pieno petto del 17enne – che era sul sedile posteriore - avrebbe potuto provocare lesioni anche molto serie. Alla fine, l’aggressore è risalito nell’auto dove si trovavano gli amici, dileguandosi fra il primo tratto di via Costadura e via di Porcigliano.

Questa mattina la decisione di sporgere querela contro ignoti presso l’ufficio denunce della questura, fornendo anche qualche ulteriore dettaglio e descrizione. Perché fosse dato un segnale alla città, davanti a un episodio così sgradevole. “Una cosa molto incresciosa, che non mi sarei mai aspettata da miei concittadini. Quei giovani erano indiavolati, sono solo pseudo-tifosi”.

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