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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca Mugnano di napoli

Picchiata dalla famiglia dell'ex marito mentre tiene il figlio neonato tra le braccia

La Polizia ha tratto in arresto sei persone

Oggi la Polizia ha arrestato sei persone, gravemente indiziate dei reati di tentata estorsione, violenza privata, atti persecutori, lesioni personali e porto illegale di armi proprie ed improprie. In particolare, due persone sonofinite in carcere mentre le altre quattro sono state poste agli arresti domiciliari.

Le indagini sono partite dopo le querele presentate dalle vittime: un quarantenne ed una trentenne di Mugnano di Napoli. In particolare, i familiari dell'ex marito della donna, dopo averla costretta a lasciare l'abitazione coniugale, dove viveva con i figli e con la suocera, dal mese di agosto del 2021 avrebbero iniziato a perseguitarla insieme al nuovo compagno.

Costretti a lasciare casa

I due, con minacce gravi ed aggressioni fisiche, sono stati costretti a non fare più ritorno nel quartiere dove risiedevano e a cessare le attività di lavoro svolte: un'impresa di pulizie e la gestione di un minimarket. Le vittime sono state "invitate" a non continuare le attività se non avessero pagato 10mila euro.

L'uomo sarebbe stato attinto con colpi di arma da fuoco. In seguito al rifiuto di pagare tale cifra, i due sono stati costretti a soggiornare per due mesi in un hotel di Giugliano, prima di trasferirsi in un'abitazione di Mugnano di Napoli.

Aggrediti anche con pistole e coltelli

Durante la loro permanenza a Mugnano le due vittime sono state aggredite da più persone due volte.  Nella prima occasione, il 28 ottobre 2021, il fratello dell'ex marito della denunciante e di un amico di famiglia. In tale occasione hanno riportato lesioni personali con prognosi di 5 giorni per l'uomo e di 3 giorni per la donna.

Nella seconda circostanza, invece, l'8 settembre 2022 da parte dell'ex marito - fino a quel momento detenuto -, di suo fratello, della sorella e del figlio dell'ex marito. In tale occasione, la donna veniva percossa nonostante portasse in braccio il figlio neonato di un mese.

Le indagini hanno permesso di accertare che, in entrambi gli episodi, gli indagati portavano illegalmente con sé armi, utilizzate nelle rispettive aggressioni. In particolare, nel primo episodio l'uomo veniva colpito alla parte posteriore del capo con il calcio di una pistola, mentre nel secondo episodio veniva colpito alla fronte e dietro la testa con due mazze da baseball e al fianco con un coltello tipo "spadino".

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