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Piazza del Plebiscito © V. Graniero

Piazza del Plebiscito © V. Graniero

Piazza del Plebiscito, colonnati tra vandalismo e abbandono

È la piazza 'simbolo' della città con uno sguardo al mare e uno al centro antico, dovrebbe raccontare la storia di Napoli e dovrebbe esserne vanto. Invece è continuamente preda dei vandali

Piazza del Plebiscito è uno di quegli spazi che dovrebbero 'simboleggiare' Napoli, essere Napoli, lasciar trasparire la sua storia, la sua antica cultura, la sua meravigliosa architettura e creatività. Una piazza che volge uno sguardo al mare e uno al centro antico, sulla quale si affaccia uno storico palazzo reale e la Basilica di San Francesco, una piazza che domina, con la sua imponenza, persino il cielo quando è illuminata a festa.

Ma gli eventi sono 'l'eccezione', per il resto dell'anno la piazza non dà più quel senso di enormità, di bellezza, di tradizione mista a modernità, di una storia millenaria che sa guardare al futuro... no, i grandi colonnati e le statue che troneggiano al centro della piazza sono da tempo preda dei vandali e nessuna storia o tradizione si può leggere tra le righe di un allucinante inneggiare alla squadra del cuore o nell'amore rivelato (con una bella bomboletta spray e a caratteri cubitali) di due adolescenti che, probabilmente, non saranno mai degli adulti con coscienza civile e amore per il bene comune.

Bene comune, la parola magica è questa. Sembra così semplice eppure, a quanto pare, non lo è.


Deturpare colonnati e statue, imbrattare antiche mura, sporcare i simboli di una città è sintomo di inconsapevolezza, di superficialità, di incapacità di appassionarsi alla cosa pubblica, a ciò che appartiene ad ognuno di noi in quanto napoletani, a ciò che dovrebbe riflettere la nostra immagine verso l'esterno. Ma il senso di appartenenza e di amore per ciò che di bello ci circonda non è concetto conosciuto e condiviso da tutti, purtroppo.

Una minoranza senza dubbio. Per pochi vandali si offende la tradizione di un'intera città, che non può tollerare degrado e abbandono in nessun luogo (e sottolineiamo in nessuno, perché non possono esistere zone di serie A e altre di serie B) e più che mai lì dove c'è storia e cultura.

In questi ultimi giorni a peggiorare la situazione è stato il crollo di una parte del colonnato, che denuncia abbandono anche da parte di chi dovrebbe tutelare un bene tanto prezioso. In effetti in molti punti l'intonaco è cadente, rovinato, addirittura divorato da perdite d'acqua (forse di origine piovana). In queste aree una fascia a strisce bianche e rosse transenna le colonne e non consente l'accesso dalle scale. E il senso di tristezza e di impotenza aumenta.

 

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