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Pianura, emergenza amianto nel cantiere del poliambulatorio

 

Lo scheletro di quello che sarebbe dovuto diventare il poliambulatorio dell'Asl domina via Grottole, vsibile a centinaia di metri di distanza. L'enorme gru al centro è da oltre vent'anni un punto di riferimento per orientarsi nel quartiere Pianura. Ma la storia del cantiere costato 4,5 miliardi di lire e poi abbandonato all'inizio degli anni 2000 non è soltanto una questione di sprechi pubblici. 

Negli anni, l'area dei lavori è stata utilizzata come discarica abusiva di materiale speciali. Materiale di risulta, bitume, ma soprattutto amianto sono stati sversati in enormi quantità. Decine di tonnellate di rifiuti potenzialmente tossici in un'area densamente abitata, in cui è situata una scuola elementare. Lo denuncia, da anni, l'associazione ambientalista "Rinascita Campi Flegrei". 

"Abbiamo segnalato l'amianto nel settembre 2014 - racconta il presidente, Vincenzo Russo - Un anno dopo, alcuni tecnici della municipalità si sono recati sul posto e con un bobcat hanno spostato le lastre di eternit in un punto più interno del cantiere. La pala meccanica, però, ha frantumato le lastre e l'amianto frantumato diventa altamente tossico. A pochi metri di distanza c'è la scuola elementare".

Le denunce dell'associazione non si fermano. "A seguito delle nostre segnalazioni - prosegue Russo - nel maggio 2016 l'Asl riconosce la pericolosità del cantiere. Ma l'unica contromisura che viene presa è di posizionare un telone sull'amianto, fermato con alcuni pneumatici. Dobbiamo aspettare dicembre 2016 perché su disposizione dell'Asl, la Municipalità Pianura-Soccavo deliberi lavori di bonifica, per una cifra di circa 480mila euro". 

Bisognerà attendere altri quattro mesi per la realizzazione della bonifica, ma anche questi lavori lasciano più di un dubbio. "La bonifica ha riguardato soltanto il cumulo esterno di rifiuti speciali. Ma, nonostante i quasi 500mila euro spesi, all'interno del cantiere ci sono ancora tonnellate di rifiuti, con lastre di eternit frantumato, che non sono state trattate. Come se non bastasse, l'area è facilmente accessibile, anche dai bambini, che oltre che venire a contatto con rifiuti speciali, potrebbero cadere in uno delle decine di strapiombi o pozzetti". 

Il movimento ambientalista ha chiesto l'intervento della Procura della Repubblica, ma la risposta delle istituzioni tarda ad arrivare. Nel frattempo, migliaia di cittadini, comprese le centiania di bambini dell'istituto scolastico di via Grottole, vivono a pochi metri con un potenziale disastro ambientale. 

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