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Pianura, il parroco della zona dell'omicidio: "C'è bisogno di lealtà e fiducia. Qui brava gente"

Il quartiere, in bilico tra campagna e speculazione edilizia, lontano dalle luci della city partenopea ma generoso e accogliente, sotto shock per la tragica morte di Rosa Gigante

Raggiungiamo don Giuseppe Pugliese nella Chiesa madre di San Giorgio martire, la chiesa di Giustino Maria Russolillo, fondatore dei Vocazionisti canonizzato da Papa Francesco il 15 maggio dello scorso anno. Don Giuseppe conosceva Rosa Gigante, la mamma del celebre tiktoker napoletano Donato de Caprio, uccisa ieri al culmine di una lite in un piccolo e tranquillo condominio della zona più antica di Pianura, al liminare della campagna, tra vecchi casolari e nuovi palazzoni. "Una donna molto religiosa ed accogliente", dice.

Sono 8 anni che don Giuseppe è a Pianura, anzi per essere esatti nel cuore di Pianura: "alla Chiesa fanno capo le famiglie storiche, che vivono da sempre a Pianura - spiega - e anche le famiglie di lavoratori che si sono trasferite con l'abusivismo, e quelle che sono state portate dopo il terremoto con la costruzione delle case popolari. Entrando nelle case, posso dire che qui sono accoglienti, sono brave persone. Hanno bisogno di essere incentivate, stimolate, nella vita: qui c'è molta povertà, manca molto il lavoro. Bisogna riacquistare fiducia - dice don Giuseppe - e dare fiducia. Noi napoletani ci crediamo tutti furbi e questo ci inguaia immensamente. Dovremmo essere più leali e più corretti, e questo potrebbe costruire qualcosa di buono". 

Pianura, omicidio Rosa Gigante (Foto A. De Cristofaro)

Nonostante il sole e l'ora, in giro ci sono pochissime persone. Non hanno voglia di parlare. Forte lo shock e l'incredulità per la tragica fine della signora Rosa che molti conoscevano e definiscono una persona "molto buona", proprio come conoscevano Stefania Russolillo, indagata dell'omicidio e posta dalla Polizia in stato di fermo poche ore dopo la scoperta dell'omicidio. 

     

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