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Usura

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Piano anti-usura, guerra al business illegale da 2 miliardi l'anno

La Campania al primo posto per il fenomeno dello strozzinaggio. Trentamila gli imprenditori colpiti e ricattati dalla camorra che gestisce "i prestisti". La Regione mette in campo una task-force

La Regione Campania dà il via al Piano anti-usura: in campo una task force che coordinerà tutte le iniziative volte a contrastare il fenomeno dello strozzinaggio, che vede la nostra regione al primo posto nella classica nazionale. Come riportato dal quotidiano il Mattino, l’usura colpisce in Campania oltre 30mila imprenditori, per un giro d’affari di circa 2 miliardi di euro annui, si tratta del 20% dell’intero business di questo grave fenomeno.

Purtroppo anche la crisi economica ha fatto la sua parte, contribuendo ad impoverire gli imprenditori e a renderli preda ancor più facile delle organizzazioni criminali che gestiscono questi “prestiti” illegali. L’usura diventa così un arma in mano alla criminalità organizzata per ricattare gli imprenditori, per poi togliergli tutto, l’intera azienda ei beni immobili.

Luigi Cuomo, rappresentante di Sos Impresa all’interno del neonato “Coordinamento delle iniziative antiusura e antiestorsione”, spiega che questo fenomeno nella nostra regione ha connotazioni diverse e più gravi proprio perché è in mano alla camorra, mentre nelle altre regioni questo non accade: “Per capirci – dice Cuomo - l'usura in Sicilia non è interna alla mafia, mentre a Napoli la camorra gestisce quasi tutto il giro d'affari”.

Dalle pagine del Mattino poi , si legge il seguito delle dichiarazioni di Cuomo, riguardanti il nesso tra sommerso e usura : “I dati della Banca d'Italia sono paradossali da un lato aumentano le sofferenze di aziende e famiglie, dall'altro però crescono considerevolmente i depositi bancari degli stessi soggetti. C'è un aumento di liquidità che nasconde il dilagare di economie sommerse che spesso coincidono con gli affari illegali di usura e racket. Per questo occorre una rete capillare per contrastare questi fenomeni, con il contributo di tutti”.

Dato allarmante però è dato dal numero di denunce, molto basso e lontanissimo dalla stima reale che viene fuori dall'incrocio dei dati delle associazioni anti-usura che operano sul territrio.

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