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Piazza Bellini

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Omofobia, sentenza esemplare: 10 anni perché pestarono un ragazzo gay

Pesante condanna per i tre autori di un'aggressione a piazza Bellini del giugno 2009. L'amica del ragazzo picchiato, intervenuta in sua difesa, rischiò di perdere un occhio

Era il giugno del 2009, quando in piazza Bellini un ragazzo fu circondato e picchiato. Perché gay. Il giovane fu salvato dal provvidenziale intervento di un'amica, che per le ferite riportate nella colluttazione rischiò persino di perdere un occhio: ieri, a cinque anni e mezzo da allora, i tre aggressori sono stati condannati ciascuno a 10 anni di reclusione con l'accusa di tentata rapina e lesioni personali.

Una punizione esemplare, basata sull’aggravante dei “motivi futili e abietti”, i quali nella fattispecie sopperiscono all'assenza – nel codice penale italiano – del reato di omofobia. “Un segnale importantissimo” per Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay.

Per Romani l'omofobia era “il nocciolo della vicenda”, al punto che agli atti del processo sono riportati “gli insulti con cui gli aggressori avevano infierito sulle vittime”. “Arcigay – ricorda ancora il presidente – si costituì parte civile nel processo, sottolineando le circostanze che rendevano quel pestaggio un crimine d'odio”.

“La sentenza esemplare ricorda al Parlamento il dovere di approvare al più presto la legge contro l'omofobia, arenata in commissione giustizia al Senato”, aggiunge Alessandro Zan, deputato veneto del Pd e attivista della comunità lgbt.

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