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Ragazza pestata: non fu l'omofobia il motivo dell'aggressione

Nuovi fatti emergono sul pestaggio di Maria Luisa Mazzarella a piazza Bellini. Gli aggressori si sono spontaneamente presentati in caserma e hanno raccontato che l'omofobia non c'entra, ma la lite è nata banalmente. Il racconto è ritenuto verosimile dai carabinieri

Dopo il pestaggio avvenuto il 22 giugno a piazza Bellini ai danni di Maria Luisa Mazzarella emergono, dalle indagini, novità sui motivi dell'aggressione.

Fu un banale litigio di strada e non la dura risposta a una reazione antiomofoba a scatenare il pestaggio di Maria Luisa Mazzarella. La ragazza, a seguito delle percosse, fu ricoverata in ospedale e sottoposta a un intervento chirurgico per una lesione a un occhio.

I tre responsabili dell'aggressione alla donna si sono spontaneamente presentati in caserma per autodenunciarsi dell'accaduto e le indagini dei carabinieri hanno accertato il nuovo motivo scatenante.

Secondo il racconto dei tre, ritenuto verosimile dagli investigatori, quella notte i ragazzi incrociarono in piazza Maria Luisa che era in compagnia di Gennaro, un suo amico gay. Quest'ultimo, secondo il racconto degli aggressori, nel momento in cui gli passavano accanto i tre ragazzi, spostò un borsello che portava a tracolla sulla spalla dal lato opposto.

I ragazzi sostengono di aver interpretato quel gesto, fatto da Gennaro spontaneamente e casualmente, come la reazione al timore di uno scippo. Da qui l'offesa e il diverbio nel quale si sarebbe inserita Maria Luisa, che avrebbe gridato parole ingiuriose nei loro confronti.

Poi la lite si è fatta sempre più accesa fino all'aggressione con il pestaggio della ragazza.

I tre giovani si sono presentati nella caserma dei carabinieri accompagnati dagli avvocati. La loro versione dei fatti è ritenuta attendibile dagli investigatori. Il pm al quale sono affidate le indagini ha deciso di rilasciare i tre ragazzi, nei confronti dei quali è stata comunque formalizzata l'accusa di lesioni.

Maria Luisa Mazzarella ha invece sempre sostenuto di essere stata presa di mira per aver difeso il suo amico Gennaro, il quale veniva dileggiato dal gruppo di ragazzi perché omosessuale.

Nei giorni seguenti al pestaggio si svolse in Piazza Bellini una fiaccolata, alla quale partecipò anche il sindaco Rosa Russo Iervolino, per dire no all'omofobia. A Maria Luisa Mazzarella il comune di Sant'Arpino (Caserta) ha di recente conferito una medaglia d'oro.
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