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Sabato, 22 Gennaio 2022
Le indagini / Boscoreale / Via Giovanni della Rocca

Pescivendolo ucciso, le indagini dei carabinieri: trovata un'auto bruciata

Si attendono conferme per capire se è la stessa utilizzata per il colpo durante il quale è stato ucciso Antonio Morione

Un'auto data alle fiamme è stata ritrovata nei pressi del piano Napoli a Boscoreale. Non è escluso che la vettura sia quella utilizzata dai tre rapinatori che hanno messo a segno il colpo durante il quale è rimasto ucciso il pescivendolo Antonio Morione. I militari del nucleo investigativo di Torre Annunziata, guidati dal maggiore Simone Rinaldi, attendono riscontri prima di confermare la compatibilità dell'auto che però risponderebbe alla descrizione fatta dai testimoni presenti durante il raid. Intanto prosegue la caccia sul territorio ai tre uomini che non si sono resi protagonisti dell'assalto finito con l'omicidio. Poco prima avevano attaccato altri esercizi commerciali tra cui un'altra pescheria di proprietà del fratello della vittima, sita in via Diaz. 

L'altro colpo ai danni del fratello della vittima 

Anche lì non avevano esitato a usare le armi. Un proiettile calibro 9x21 è stato esploso all'interno di quell'esercizio commerciale. Lo stesso calibro dei quattro bossoli ritrovati sul luogo del delitto a via Giovanni Della Rocca, uno dei quali ha colpito in pieno volto Morione. I carabinieri hanno interrogato il proprietario dell'altro esercizio commerciale per stabilire l'esatta dinamica anche di quel colpo. È chiaro che i malviventi avevano puntato le attività commerciali della zona in tarda serata sperando nel massimo incasso di una giornata strategica per tutto l'anno. Quando sono arrivati nei pressi della pescheria “il Delfino”, uno dei tre è uscito con l'arma puntata e si è diretto verso la cassa. Gli altri due sono rimasti in auto.

La dinamica del delitto 

Antonio Morione si è accorto che stavano assaltando il suo esercizio commerciale e ha reagito puntando l'auto pronta alla fuga. Avrebbe impugnato un coltello e squarciato una gomma. Un dettaglio che magari sarà fondamentale per le indagini ma che probabilmente gli è costato la vita. Il rapinatore armato se n'è accorto e gli andato incontro. Rispetto a questi frangenti la dinamica non è ancora chiara. Sta di fatto che il malvivente ha esploso quattro proiettili uno dei quali ha colpito in pieno il commerciante. Poi si è dato alla fuga con i complici. Il tutto davanti agli occhi dei figli di Antonio, alcuni parenti e clienti presenti. Inutile la corsa sul posto dell'ambulanza del 118 che l'ha trasportato d'urgenza all'ospedale San Leonardo di Castellammare. Lì il 41enne è morto senza che i medici riuscissero a intervenire. Troppo grave la ferita alla testa.

I precedenti 

L'episodio di violenza di ieri sera non è il primo verificatosi con obiettivo l'esercizio commerciale della vittima. Lo scorso 30 aprile fu proprio Morione a scoprire un foro di proiettile in un vetro del negozio. A maggio, invece, venne appiccato un incendio che provocò dei danni alla saracinesca e all'esterno dell'esercizio commerciale. Agli investigatori, in quell'occasione, Morione spiegò di non aver ricevuto richieste estorsive. La pescheria del 41enne è un'attività di famiglia. La gestiva il padre Luigi e Antonio ne aveva raccolto il testimone dopo la sua morte. Sia il fratello che i familiari della vittima erano impegnati nello stesso lavoro.

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