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Gli alieni invadono il nostro mare: storie di incontri rari e spettacolari

Ancora incredibili avvistamenti a Punta Campanella: tartarughe in pericolo di estinzione, squali manzo lunghi due metri, pesci vela e pesci leccia. Uno spettacolare patrimonio tutto da salvaguardare

Sono passate solo poche settimane dal fortunatissimo quanto raro avvistamento della Teca Ovarica gigante di calamaro ad opera dei due subacquei napoletani Daniele Castrucci e Edoardo Ruspantini del TGI Diving Sorrento e Punta Campanella torna a far parlare di sé. Ancora una volta il parco marino di Sorrento dimostra che il nostro mare è una ricchezza straordinaria, con un patrimonio inestimabile di biodiversità da rispettare e tutelare.

Proprio in questi giorni, Agostino Sbarrata, pescatore di Marina del Cantone si è imbattutto in più di una specie rara di abitante del fondo marino. Il primo spettacolare incontro è stato con uno squalo manzo (Heptranchias perlo) di circa due metri di lunghezza, al quale però subito ha ridato la libertà rigettandolo in mare dopo averlo pescato. Non si tratta certo di uno squalo comune nei nostri mari, ha un corpo slanciato, il muso molto appuntito che gli attribuisce un aspetto un po’ inquietante e minaccioso. Generalmente di colore grigio. I denti superiori sono appuntiti e “pugnaliformi”, mentre quelli inferiori sono allungati e forniti di diverse cuspidi. Può raggiungere i 3 metri di lunghezza e i 2 quintali di peso. È uno squalo carnivoro e principalmente si nutre di naselli. Non è solito attaccare l’uomo, insomma.

In seconda battuta, al fortunato pescatore, è toccato l’incontro con una tartaruga caretta-caretta. L’avvistamento della stupenda creatura, che ricordiamo essere in grave pericolo di estinzione soprattutto a causa delle azioni scellerate dell’uomo, è avvenuto sotto costa e il rettile marino è apparso subito in chiara difficoltà perché non riusciva più ad immergersi. Sbarrata è riuscito a recuperare la tartaruga prima che si schiantasse contro un costone roccioso ad est di Marina del Cantone (a Nerano) ed ha immediatamente contattato gli operatori dell’Area Marina Protetta. Così, alla stazione zoologica A. Dhorn di Napoli, la caretta-caretta ha ricevuto tutte le cure necessarie per tornare presto in mare. Una meravigliosa storia a lieto fine che molto ha da insegnarci sul rispetto della fauna e della flora marine.

Ma gli incontri incredibili e spettacolari nella zona di Punta Campanella non si sono arrestati qui, altri pescatori hanno di recente avvistato un Pesce Vela (Istiophorus platypterus), particolarissimo abitante marino diffuso nell’oceano Indiano e nel Pacifico, ma rarissimo nei nostri mari. Si tratta di un pesce appartenente alla famiglia dei marlin e morfologicamente è simile al pesce spada, rispetto al quale presenta tuttavia comportamenti meno aggressivi ed è caratterizzato da una pinna dorsale colorata che può raggiungere l'altezza di un metro e mezzo. L’esemplare avvistato era di circa 50 chilogrammi. E ancora a lasciare di stucco i pescatori della zona è stato un branco di pesci leccia. In un solo giorno le reti gettate dai pescherecci ne hanno intrappolato circa una cinquantina. Il pesce leccia può arrivare ad un metro di lunghezza e a quindici chili di peso. Il tenace predatore, che assale piccoli pesci, vive nelle profondità dell’abisso durante l'inverno mentre in primavera si avvicina alle coste per la riproduzione. Ed è proprio in questa stagione che è possibile vederne a branchi, anche se non si tratta di abitanti abituali della nostra costa.

Insomma una vasta gamma di ospiti, di esemplari “alieni”, che piacevolmente contaminano il nostro mare arricchendolo ulteriormente di vita e spettacolarità. Una ricchezza tutta da salvaguardare.

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