Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca Avvocata / Via Salvator Rosa

"Zia Patrizia rapinata e ridotta in fin di vita per pochi spiccioli": la denuncia dei familiari della titolare della storica pizzeria

Lo scooter sul quale viaggiava Patrizia Petrone è stato speronato dai malviventi in via Salvator Rosa. Polemiche sui soccorsi

La pizzeria Gianni e Genny

Due donne percorrevano via Salvator Rosa in scooter, quando sono state affiancate da un centauro, armato di pistola, che voleva rapinarle con l'ausilio di un complice. Le due malcapitate hanno perso il controllo dello scooter cadendo rovinosamente sull'asfalto. Ad avere la peggio la signora Patrizia, storica titolare dell'Antica Pizzeria Gianni e Genny, situata in salita Tarsia. La donna è stata trasportata in condizioni critiche in ospedale. Ferite più lievi per la nipote.

Patrizia Petrone rapinata per pochi spiccioli

La famiglia Russo-Petrone, tramite l'avvocato Dascia, ha raccontato a NapoliToday i dettagli di quanto accaduto in quella terribile serata, oltre alla preoccupazione per lo stato di salute della loro congiunta. "Dalle ore 23.30 del 17 luglio la nostra vita è cambiata. Purtroppo la cara Zia Patrizia Petrone (così viene chiamata da tutti) versa in condizioni critiche presso il reparto di rianimazione dell’ospedale Antonio Cardarelli. Si spera in un miracolo. Il tutto provocato dalla ferocia e dalla barbarie di due delinquenti che per pochi spiccioli hanno ridotto in fin di vita una mamma, una nonna, una persona perbene, disponibile sempre ad aiutare il prossimo". La dinamica di quanto accaduto non è ancora chiara, ma da quello che si è potuto appurare i due malviventi hanno speronato il motociclo su cui le due donne viaggiavano (alla guida c'era la nipote di Patrizia Petrone). "Patrizia ha più volte battuto il capo a terra, subendo una commozione cerebrale e varie contusioni al cranio".

L'intervento dell'ambulanza e le polemiche

"Ringraziamo il personale medico del 118 intervenuto, seppur tardivamente sul luogo dell’incidente, dopo circa 30 minuti dalla chiamata, come provato anche dalle telecamere degli esercizi commerciali presenti lungo la strada. Il primo a soccorrere Patrizia è stato il figlio e poi altri passanti. Bisogna evidenziare che l'ambulanza non aveva il rianimatore a bordo, circostanza rilevata dagli stessi medici presenti al momento dell’arrivo in ospedale. La famiglia, prendendo le dovute distanze da qualsiasi fatto o azione di violenza perpetrata ai danni dei sanitari intervenuti, certo non riconducibile ad alcun familiare della signora Patrizia Petrone, si riserva ogni tipo di azione giudiziaria verso questo sciacallaggio mediatico che imperversa in questi giorni sulla vicenda. Ci lascia attoniti che per un fatto così grave i media stiano mettendo in risalto solo le problematiche dei mezzi di soccorso e non il gravissimo evento delittuoso che ha colpito la nostra famiglia. Tale violenza inaudita perpetrata da gente inferocita che non si ferma davanti a nulla, nemmeno davanti ad una donna di 64 anni a terra inerme. Ci preme infine fare un ringraziamento speciale a tutti i dottori del Pronto Soccorso e della Rianimazione dell’Ospedale Cardarelli che tengono ancora in vita Patrizia. Una Donna che dell’educazione e del rispetto verso il prossimo ne fa una prerogativa di vita, non tollerando mai un episodio di violenza", spiega la famiglia Russo-Petrone, che si stringe in silenzio nel proprio dolore sperando in una pronta guarigione della cara Patrizia.

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