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Figli piccoli corrieri della droga: il giudice toglie la patria potestà ai boss del clan Elia

La decisione è del gip Federica Colucci. I bambini si trovano al momento in una struttura protetta lontana dalla Campania

Figli resi schiavi per il commercio della droga. Importante la decisione del gip Federica Colucci: ha revocato la patria potestà ai boss del Pallonetto di Santa Lucia. Le richieste del pm della Dda, Alessandro D'Alessio, erano addirittura state più clementi. Il gruppo si è ritrovato pene di 20 anni di carcere anziché i dieci chiesti, ed il provvedimento riguardante i loro figli. Condannati i fratelli Antonio e Ciro Elia, Adriana Blanchi, Giulia Elia, Anna De Muro e l’ex pentito Bruno Pugliese.

La retata all'origine della vicenda risale al 17 gennaio del 2017, quando vennero messe in carcere oltre 40 persone. Già allora il Tribunale dei Minori partenopeo decise di allontanare i bambini dai loro genitori, poi ieri la definitiva decisione del giudice Colucci.

I bimbi si trovano in strutture "protette", lontano dalla Campania. Stanno seguendo un percorso di recupero con dei professionisti, insegnanti, assistenti sociali, psicologi. Possono sentire una volta al mese i nonni, per una breve telefonata.

Consegnava la droga con la sorellina di 7 anni, il video

"La revoca della patria potestà come pena accessoria per gli spacciatori del clan Elia che usavano i figli per confezionare e vendere droga – è il commento del consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli – deve essere presa a esempio in tutti i casi simili perché solo allontanando i minori dalle famiglie camorriste possiamo dargli una speranza di vita diversa".

"Bisogna intervenire al più presto, addirittura subito dopo la nascita nei casi più gravi, perché lasciare dei bambini in famiglie composte solo da camorristi significa condannarli a una vita da camorristi – ha aggiunto il consigliere – serve un intervento del Parlamento per rendere più facile l'applicazione della pena accessoria della revoca della patria potestà per togliere manovalanza alla criminalità e dare una speranza di vita migliore a tanti bambini colpevoli solo di essere nati nelle famiglie sbagliate".

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