Cronaca

Lino, ucciso per errore. Il killer: "Quando inizio a sparare non mi fermo più"

Nuovi tragici particolari emergono dall'ordinanza che polizia e carabinieri hanno notificato nelle scorse ore ai quattro collaboratori di giustizia coinvolti nell'omicidio del giovane operaio

Lino Romano

Per essere certi che i killer conoscessero il volto dell'uomo al quale avrebbero dovuto sparare, gli mostrarono una foto presa da Facebook, nella quale Domenico Gargiulo era ritratto insieme con la fidanzata Flora: ciononostante, gli uomini appostati davanti al palazzo di corso Marianella si sbagliarono e uccisero per errore Pasquale Romano. Emergono particolari tragici dall'ordinanza che polizia e carabinieri hanno notificato nelle scorse ore ai quattro collaboratori di giustizia coinvolti nell'omicidio del giovane operaio, emessa dopo l'udienza di convalida del fermo di Giovanni Marino: per quest'ultimo, che guidò l'auto dei killer, e per Anna Altamura, che via sms li informava delle mosse del loro obiettivo, il gip Luigi Giordano ha disposto gli arresti in carcere.

Ai due figli della donna, Carmine e Gaetano Annunziata, che hanno avuto un ruolo minore nella preparazione del delitto, ha invece concesso il beneficio dei domiciliari. Accolte dunque le richieste dei pm Sergio Amato ed Enrica Parascandolo. Proprio Gaetano Annunziata ha riferito agli inquirenti della foto presa da Facebook: Flora, la fidanzata del vero obiettivo dei sicari, è sua cugina. Nel corso del primo interrogatorio, Anna Altamura ha raccontato invece lo scambio di messaggi con i killer, avvenuto attraverso un telefonino che le era stato consegnato da uno dei figli dopo essere stato privato del microfono per renderlo più sicuro. Il numero al quale segnalava gli spostamenti di Gargiulo era sotto la voce "Amore": i killer, tuttavia, a suo dire non attesero il suo ultimo messaggio e Salvatore Baldassarre fece fuoco mentre Gargiulo era ancora a tavola con la fidanzata e i parenti di lei.

Fu proprio il mancato obiettivo dell'agguato, ha aggiunto la donna, a comprendere che quelle esplosioni in strada non erano fuochi d'artificio ma spari. Sconvolto dal tragico errore di persona, Gaetano Annunziata chiese a Salvatore Baldassarre perché avesse colpito un'altra persona dal momento che conosceva Gargiulo e probabilmente, dopo un primo momento di incertezza, si era reso conto che il giovane uscito dal palazzo non era lui.


Agghiacciante la risposta dell'assassino: "Io quando poi inizio a sparare non mi fermo più". Dall'ordinanza emerge infine che in almeno un'altra circostanza Anna Altamura e i suoi figli si prestarono a fare da "specchiettisti" o "filatori" segnalando la presenza di persone da uccidere. La vicenda è in gran parte coperta da omissis, ma uno dei figli ammette che la madre fu ricompensata con 200 euro.

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