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Pasqua, pranzo per i poveri: torna l'iniziativa al Teatro San Carlo

Appuntamento il 24 marzo alle 13 in collaborazione con lo chef Pietro Parisi e la Caritas. Nel menù sformato di minestra maritata fritta, pastiera di pasta, uova e colomba

A distanza di pochi mesi dal pranzo di Natale, il Teatro di San Carlo in collaborazione con lo chef Pietro Parisi e la Caritas allestisce nel foyer il pranzo di Pasqua per i più bisognosi, giovedì 24 marzo alle 13.

Partner dell’iniziativa, come era stato allora, è lo chef campano Pietro Parisi, che offre la sua arte e omaggia per la parte alimentare, mentre i dipendenti della Fondazione, volontari e partecipi, serviranno al buffet, e gli artisti del San Carlo, sempre volontari, allieteranno con interventi musicali.

“Questa iniziativa - afferma Rosanna Purchia, Sovrintendente del Teatro di San Carlo - testimonia l’impegno per il sociale che il Teatro riversa quotidianamente, con progetti studiati ad hoc per il territorio e per le varie realtà di Napoli. Siamo felici di riaprire nuovamente il Teatro, dopo l’esperienza positiva dello scorso dicembre, questa volta in occasione del pranzo pasquale, e ripetere un’occasione di festa per i più bisognosi, in un contesto di arte e di musica: anche questo è sensibilizzare e regalare un’emozione in uno dei luoghi più belli di Napoli e d’Europa: è unire etica ed estetica e creare un’occasione di festa per tutti.”

Il pranzo prevede: Sformato di Minestra maritata fritta; Pastiera di pasta cacio e pepe; Marenna con ricotta salata e salame; Uova e colomba pastiera. Gli ingredienti sono quelli della tradizione campana, prodotti territoriali a km 0, frutto del lavoro quotidiano di contadini e artigiani campani.

“L’iniziativa di giovedì prossimo mi onora tanto quanto aver firmato la cena per il presidente Mattarella la cena di Gala dell’Inaugurazione della stagione The Golden Stage” dichiara lo chef Pietro Parisi, da sempre attivo nell’organizzazione e nel supporto di iniziative di responsabilità sociale “quando si cucina per qualcuno non si distingue che sia primo o ultimo, in alto o in basso alla scala sociale, perché il cibo è popolare, è umile e nobile insieme. Il cibo ha un’unica origine, la terra, su cui tutti camminiamo e viviamo”.

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