Martedì, 15 Giugno 2021

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Parco Verde, il sindaco: "Siamo tutti responsabili delle morti di Fortuna e Paola Maria"

Enzo Falco è il nuovo primo cittadino di Caivano: "Serve il modello Scampia, quelle case vanno abbattute e ricostruite altrove. Finora, le promesse delle istituzioni non sono state mantenute"

Antonio Giglio, Fortuna Loffredo, Paola Maria Gaglione. La storia del Parco Verde di Caivano è legata indissolubilmente a questi tre nomi. Bimbi i primi due, appena maggiorenne Paola Maria. Tre bare bianche, vittime della non cultura, del degrado, dell'abbandono. 

Ad ogni dramma, questo ammasso di case popolari decadenti è stato preso d'assalto da telecamere e microfoni, ma anche dalle dichiarazioni di politici e rappresentanti istituzionali che hanno promesso forze dell'ordine, maestri, assistenti sociali per aiutare una comunità ad uscire dalla sabbie mobili. Ma pochi giorno dopo, quelle promesse si sono dissolte nel nulla.

"E' vero, alle parole non sono mai seguiti i fatti. Nei nostri uffici c'è un solo assistente sociale". A parlare è Enzo Falco, il nuovo sindaco di Caivano, sostenuto da Pd e 5 Stelle ed eletto al primo turno. Sulle sue spalle, il peso di costruire una città nuova, a partire proprio dal parco degli orrori. "Come cittadino sento la responsabilità per quelle morti. Siamo tutti noi colpevoli di non aver fatto nulla. Da un lato serve una rivoluzione urbanistica. Quelle case andrebbero abbattute e ricostruite in modo diffuso sul territorio. Non è possibile che l'edilizia sociale sia concepita come un ghetto. Dall'altro lato serve un esercito di maestri, assistenti sociali, progetti, così come serve una presenza maggiore delle forze dell'ordine".

Una rivoluzione che non può attuarsi da un giorno all'altro e, soprattutto, non potrà essere realizzata con le sole forze del Comune: "Per il Parco Verde spingerò per un protocollo simile a quello firmato a Napoli per le Vele di Scampia. Poi ci sono i fondi del Recovery fund e i bandi per le periferie. Quelle risorse devono arrivare a Caivano perché solo così possiamo pensare di fare un salto di qualità". 

Per quanto si potrà cambiare nei prossimi anni, le storie maledette di Antonio, Fortuna e Paola Maria continueranno a perseguitare Caivano e il Parco Verde: "Se fosse nelle mie possibilità, il palazzo in cui sono morti i due bimbi dovrebbe essre demolito e in quel luogo andrebbe realizzato un parco con il loro nome. Mi sono impegnato a dedicare una strada a Paola Maria Gaglione. Ci vorrà tempo ma l'impegno c'è. Nell'immediato, vorrei intitolare a lei un laboratorio di educazione al sentimento e contro il femminicidio. Non è risolutivo, lo so, ma può essere un piccolo tasselo per cominciare a cambiare direzione". 

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