Terra dei Fuochi, la promessa di Papa Francesco: "Ci andrò, sicuro!"

La visita del Pontefice è saltata a causa dell'emergenza Covid-19

Foto Diocesi di Acerra

Era prevista per oggi, nel giorno del quinto anniversario dell'Enciclica "Laudato si'", la visita di Papa Francesco ad Acerra. Una visita carica di significato per quello che è uno dei comuni più tristemente rappresentativi della Terra dei Fuochi. La visita è saltata per l'emrgenza Coronavirus, ma il Santo Padre ha dato il suo arrivederci al Comune partenopeo. "Oggi - ha detto a margine della preghiera del Regina Caeli - avrei dovuto recarmi ad Acerra, per sostenere la fede di quella popolazione e l’impegno di quanti si adoperano per contrastare il dramma dell’inquinamento nella cosiddetta Terra dei fuochi. La mia visita è stata rimandata; tuttavia, invio al Vescovo, ai sacerdoti, alle famiglie e all’intera Comunità diocesana il mio saluto, la mia benedizione e il mio incoraggiamento, in attesa di incontrarci appena possibile. Ci andrò, sicuro!".

Il ringraziamento del Vescovo Di Donna

"Ancora una volta diciamo grazie a Papa Francesco per la sua speciale attenzione alle nostre terre, alle diocesi più colpite dall’inquinamento e alle sofferenze della gente", dichiara Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, dopo le parole di Francesco. Il Papa stesso aveva detto in un’intervista che "quel documento sembra abbia avuto l’ispirazione decisiva sorvolando proprio le nostre terre in elicottero e notando lo scempio del nostro territorio", continua il presule. Perciò esso "ispira e guida il nostro impegno per la difesa del Creato".

Il saluto affettuoso che il Papa questa mattina ha rivolto alla diocesi di Acerra e alle popolazioni della Terra dei fuochi e il ricordo della mancata visita ad Acerra per celebrare il quinto anniversario della Laudato si’, sono "parole di ulteriore incoraggiamento a non abbassare la guardia di fronte al dramma ambientale, che rischia di passare in secondo piano in questo tempo di emergenza sanitaria da pandemia", afferma ancora monsignor Antonio Di Donna, che aggiunge: "Lo aspettiamo ancora e speriamo di vederlo presto". Per questo, chiosa Di Donna, "oggi come Chiesa di Acerra noi ci impegniamo a continuare a tenere ancora accesi i riflettori sull’inquinamento delle nostre terre e a risvegliare le coscienze», per una «operazione verità in dialogo con le Istituzioni», e giungere a quella che il Papa chiama «conversione ecologica".

Il vescovo di Acerra ricorda inoltre che si tratta di un "impegno non solo nostro, ma comune ad altre nove diocesi del territorio compreso tra Napoli a Caserta", che insieme hanno "coinvolto parroci e sacerdoti in un partecipatissimo incontro a Teano lo scorso 14 gennaio", e proprio "ad Acerra lo scorso 18 aprile doveva tenersi un grande raduno dei vescovi italiani impegnati particolarmente per la difesa del creato nelle terre delle loro diocesi dove insistono siti inquinati di interesse nazionale", anch’esso purtroppo rinviato a causa della pandemia.

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A caccia del successore del Cardinale Sepe

Gli occhi dei napoletani, però, restano puntati su Papa Francesco anche perché dovrà presto nominare un nuovo Arcivescovo a Largo Donnaregina. Il Card. Crescenzio Sepe, infatti, il prossimo 2 giugno compirà 77 anni e vedrà scadere la proroga che due anni fa lo stesso Bergoglio firmò. Una nuova proroga sembra improbabile, con l'Arcivescovo di Carinaro pronto a ritirarsi a Capodimonte: lì dove i Vescovi emeriti vanno a "riposarsi". Ma chi al suo posto? In città e negli ambienti curiali impazza il toto-nomi, ma tra i possibili candidati sarebbero in particolare due i nomi più caldi. A contendersi l'Arcidiocesi di Napoli ci sarebbero proprio il Vescovo di Acerra, l'ercolanese Antonio di Donna (67 anni), e il Vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti, il calabrese Mimmo Battaglia. (57 anni).

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