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Cardarelli

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Paolo Jannelli, il gip: "Pazienti trattati in modo odioso"

Gli indagati avevano dato vita a "un vero e proprio sistema criminale" di cui il primario, Paolo Jannelli ora nel carcere di Poggioreale, era il "dominus volto a portare profitto alla propria casa di cura"

I pazienti dell'ospedale, spesso anziani e in gravi condizioni di salute, sono stati trattati "con modalità odiose" per indurli a farsi ricoverare nella casa di cura privata. Gli indagati avevano dato vita a "un vero e proprio sistema criminale" di cui Paolo Jannelli era il "dominus". Queste le parole del gip Silvana Mancini per spiegare la necessità di applicare le misure cautelare emesse nell'ambito dell'inchiesta sulla sanità in Campania. Il giudice, che ha accolto le richieste dei pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock, si sofferma nel capitolo dedicato alle esigenze cautelari sia sul pericolo di inquinamento probatorio sia sul rischio di reiterazione dei reati. Sottolinea il fatto che pazienti e loro familiari vittime delle presunte concussioni siano stati avvicinati dopo aver reso dichiarazioni alla polizia giudiziaria.

A tale proposito viene riportata una intercettazione tra il marito di una degente e il principale indagato, ovvero il prof. Paolo Jannelli, primario di ortopedia al Cardarelli e proprietario della clinica Villa del Sole. Quando l'uomo lo informa che la moglie è stata convocata dai Nas ai quali ha reso dichiarazioni, Jannelli dice: "ne parliamo da vicino, domani può venire da me in clinica? Verso l'una va bene? Io sto a Villa del Sole". Per quanto riguarda la pericolosità sociale, il gip scrive che "le condotte criminose, tuttora in atto, si inquadrano in un vero e proprio sistema criminale nel cui ambito il ricorso all'illecito (ovvero in modo specifico alla truffa, alla concussione, al peculato) costituisce la regola". Dall'entità degli utili ricavati dall'attività illecita, dalla "spregiudicatezza" mostrata dagli indagati (con le truffe all'ente pubblico e la falsificazione degli atti), si può desumere "un concreto pericolo di recidiva". Secondo il gip, Jannelli rispetto ad altri indagati "si è distinto sia nella gestione criminale dell'intramoenia, partecipandovi anche in prima persona come sanitario, sia soprattutto nell'illecito dirottamento dei pazienti dal Cardarelli alla clinica, apparendo come il vero e proprio dominus di tutto il sistema criminale, pervicacemente e a tutti i costi volto a portare profitto alla 'propria' casa di cura". Pertanto Jannelli "leader indiscusso e ideatore del sistema criminale" se lasciato in libertà "ben potrebbe proseguire nella consumazione delle condotte illecite".


JANNELLI INTERROGATO - Il primario respinge le accuse, dice di aver agito sempre con correttezza e onestà e rimanda a un prossimo incontro con i magistrati, una volta che avrà avuto modo di leggere approfonditamente le carte dell'inchiesta, il momento in cui si difenderà nel dettaglio dai gravi fatti che gli sono contestati. È avvenuto ieri, nel carcere di Poggioreale, l'interrogatorio di garanzia. Assistito dall'avvocato Bruno Von Arx, Jannelli tra qualche giorno dunque sarà ascoltato dai pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock, titolari dell'inchiesta che ha svelato una serie di presunti illeciti.

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