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Primato per il Santobono: è l’ospedale italiano dove si aspetta meno

Solo lo 0.1% degli oltre 105.000 piccoli pazienti entrati al Pronto Soccorso è stato trattenuto per 24 ore prima di essere visitato

L’ospedale pediatrico Santobono, tra i grandi Pronto Soccorso italiani, è quello che garantisce l’attesa minore. A dirlo i dati Agenas, l’Agenziale nazionale per la Sanità. Il primato, relativo all’anno 2014, è certificato dal sistema che monitora l’attività delle strutture sanitarie italiane in base a standard uniformi: la banca dati del Programma Nazionale Esiti gestito da Agenas per conto del Ministero della Salute.

Interessanti i numeri, come riporta il Velino. Solo lo 0.1% degli oltre 105.000 piccoli pazienti entrati al Pronto Soccorso dell’ospedale napoletano è stato trattenuto per 24 ore prima di essere visitato. Il dato è il migliore tra i 35 ospedali italiani che registrano più di 5000 accessi al mese e assume un valore ancora maggiore se si considera che, in base ai dati Agenas, sono solo 3 gli ospedali italiani a registrare oltre 100.000 accessi all’anno in Pronto Soccorso.

La velocità di gestione dei pazienti è stata ottenuta organizzando la struttura dell’emergenza in percorsi interni specialistici. Il paziente in arrivo viene valutato da personale infermieristico altamente formato che assegna un codice triage e indirizza ad aree diverse del Pronto Soccorso, differenziate per specialità (area medica, chirurgica o ortopedica). Qualora si abbia necessità di specialisti oculisti o di otorini, si attiva il percorso detto “fast track”, in base al quale il paziente viene trasferito agli ambulatori di tali specialità, attivi 12 ore al giorno. Nei giorni festivi presso il Pronto Soccorso viene attivato un ambulatorio per i codici bianchi e viene potenziato il personale in servizio. Questo sistema ha permesso di trasferire le competenze direttamente in Pronto Soccorso, limitando la richiesta di consulenze ai reparti e permettendo, in tal modo, di avere valutazioni migliori direttamente in accettazione.

Questo metodo, insieme a un attento utilizzo dell’Osservazione Breve Intensiva, ha permesso di ridurre i tempi di attesa in Pronto Soccorso e di ottenere il risultato eccezionale dell’8% di ricoveri sul totale degli accessi, contro la media nazionale del 13%.

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