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Caos al Cardarelli, lavoratori in assembla: "Aprite queste porte"

Medici e infermieri dell'ospedale napoletano protestano per i tagli al personale

Era stata annunciata da tempo l'assemblea dei lavoratori dell'ospedale Cardarelli di Napoli ma probabilmente nessuno si aspettava che i toni potessero essere così accesi. Tagli, mancate assunzioni di precari, pronto soccorso perennemente in affanno. Sono questi i temi su cui si basa la protesta di medici ed infermieri punto un malcontento che dura ormai da tempo. Questa mattina era prevista all'assemblea indetta da Cgil, Cisl e Uil. Secondo fonti sindacali, la direzione generale dell'ospedale avrebbe concesso una stanza per le riunioni soltanto ai medici lasciando fuori gli operatori socio sanitari e gli infermieri. Da qui, gli animi si sono surriscaldati, anche perché i medici hanno solidarizzato con il resto del personale, come è possibile vedere in questo video.

La nota del Cardarelli

"In merito ai temi trattati oggi nel corso dell’assemblea indetta dai Sindacati presso il Salone Moriello, l’Azienda evidenzia che gli argomenti all’ordine del giorno sono già da tempo oggetto di confronto coi rappresentanti dei lavoratori. La progressione economica orizzontale di infermieri, tecnici ed OSS, le ore di straordinario autorizzabili, la definizione del fabbisogno di personale e la gestione delle problematiche dell’emergenza sono all’attenzione della Direzione che sta procedendo valorizzando il merito, in considerazione delle attuali esigenze assistenziali. Nello specifico, si è già proceduto con l’indizione del bando interno che individua i dipendenti che possono accedere alle fasce retributive più rilevanti. Mentre sul fronte del lavoro straordinario, si è dovuto procedere ad una rimodulazione del numero di ore previste per il 2023, anche alla luce del minore impatto della pandemia sulle attività assistenziali.  L’Azienda, inoltre, è fortemente impegnata nel miglioramento della gestione delle attività di Pronto Soccorso; nel corso di questi mesi si è dato avvio alla ristrutturazione della struttura per l’emergenza, alla ridefinizione dei percorsi assistenziali, alle attività volte a reclutare nuovo personale.  

Nell’ambito del percorso per la definizione del contratto integrativo aziendale, la direzione strategica è in attesa che le rappresentanze sindacali comunichino le agende delle priorità per avviare la contrattazione decentrata. In merito a tale tematica, le rappresentanze sindacali hanno chiesto all’Azienda di differire gli incontri rispetto al programma previsto dall’Azienda". 

La nota dei sindacati

Al termine del confronto, anche Cgil, Cisl e Uil hanno pubblicato una nota: "Dopo ampio dibattito è emersa la grave carenza di personale rispetto alla rimodulazione delle dotazioni organiche relativamente alle linee di attività che aumentano sempre più, l’irrisolta criticità assistenziale dell’Area Pronto soccorso/OBI che attanaglia da sempre questa Azienda (media giornaliera di 130 pazienti), il mancato rispetto degli accordi tra parti sociali e Amministrazione (stabilizzazione del personale precario e il riconoscimento della fascia economica) nonché delle relazioni sindacali. A termine dell’Assemblea i lavori svolti richiedono un confronto immediato con la Direzione strategica che vede però presente in Azienda un unico componente -  il direttore sanitario - mentre nonostante la preventiva comunicazione effettuata in data 14 marzo di indizione dell’assemblea il direttore generale ed il direttore amministrativo risultano assenti. Il Direttore Sanitario per il tramite dell’autorità giudiziaria non riceve i lavoratori né tantomeno cerca la mediazione e rimanda l’interlocuzione adducendo la causa a problematiche di ordine pubblico interrompendo di fatto le relazioni sindacali. Per quanto accaduto le Scriventi Organizzazioni Sindacali comunicano il proseguo dello stato di agitazione e il presidio permanente riservandosi peraltro tutte le iniziative da porre in essere che saranno comunicate nei prossimi giorni". 

Sul tema è intervenuto anche il consigliere comunale Nino Simeone (gruppo misto), che si schera con i lavoratori: "Le condizioni degli ospedali napoletani sono ormai diventate inaccettabili. I pronto soccorso riescono a malapena a garantire le richiesta di intervento, soltanto grazie ai sacrifici dei pochi medici in servizio e soprattutto degli operatori sanitari che fanno letteralmente i miracoli. La domanda che ho posto al Sindaco e che farò al Consiglio comunale è: ma dove vogliono portare la sanità napoletana? Gli operatori sanitari del Cardarelli, del Policlinico, del Monaldi, del Cotugmo e del Pascale sono letteralmente allo stremo e l'unica risposta che questi manager regionali sanno dare è il silenzio. Lancio un appello a tutte le forze politiche locali per lanciare un messaggio chiaro alla Regione Campania e al Governo: in queste condizioni la Sanità a Napoli non può più andare avanti".

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