rotate-mobile
Cronaca Arenella / Via Antonio Cardarelli

Cardarelli, il giallo della biancheria sparita. I sindacati: "Accuse gravissime"

La direzione ha annunciato che potrebbero esserci addebito dei costi delle lenzuola sulle buste paga del personale. I rappresentanti di medici e infermieri: "Inammissibile"

Ha destato scalpore la denuncia della direzione dell'Ospedale Cardarelli in merito a una presunta sparizione di binacheria in alcuni reparti. Si registra un consumo anomalo di lenzuola, traverse e camici. Un fenomeno così imponente da spingere la dirigenza a minacciare addebiti in busta paga per il personale dei reparti attenzionati: pronto soccorso e osservazione breve.

Non si è fatta attendere la reazione dei sindacati. In una nota congiunta, Cgil, Cisl, Uil, Cobas, Nursing e Fials definiscono, quello messo in atto dall'Ospedale "...un meccanismo intimidatorio e punitivo nei confronti del personale. Siamo in totale disaccordo e vorremmo capire l’eventuale addebito in busta paga della quota relativa alla paventata dispersione a quale soggetto giuridico sarebbe rivolta e con quale tipologia di procedura. La notifica è a nostro modo di vedere esagerata e mette in discussione il lavoro e la responsabilità di chi funzionalmente e quotidianamente effettua una oculata e corretta gestione della biancheria piana. Le cause vanno probabilmente ricercate in altri fenomeni che non ci è dato sapere e che non giustificano e non possono determinare una tale presa di posizione".

La nota si chiude con una controminaccia, quella di azioni giuridiche in caso l'Azienda confermasse gli addebiti nelle buste paga. Si tratta dell'ennesima schermaglia tra la direzione dell'ospedale e il personale. Pochi giorni addietro, infatti, un'altra comunicazione aveva annunciato lo stato d'agitazione di medici e infermieri. Le motivazioni addotte erano legate a una "criticità assistenziale". Le sigle sindacali denunciavano le scelte della direzione come guidate dall'esclusivo obiettivo della riduzione dei costi a discapito della qualità delle cure ai pazienti. 

Non è stato un inizio facile per il neodirettore Antonio D'Amore, che nell'estate 2022 si era presentato con la promessa di non vedere mai più barelle in pronto soccorso, per poi trovarsi costretto più volte, l'ultima il 23 febbraio scorso, a chiudere gli accessi per iperaffollamento del pronto soccorso. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cardarelli, il giallo della biancheria sparita. I sindacati: "Accuse gravissime"

NapoliToday è in caricamento