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Orto Botanico (Foto N.Clemente)

Orto Botanico (Foto N.Clemente)

L'Orto botanico di Napoli e la devastazione subita nella seconda guerra mondiale

L'Orto fu occupato dalle truppe alleate, che utilizzarono la struttura come una caserma, ricoprendo di cemento i prati e trasformando l'area in un campo sportivo

L’Orto Botanico di Napoli fu fondato agli inizi del XIX secolo, quando la città era dominata dai francesi, che misero in pratica l'idea concepita da Ferdinando IV di Borbone e la cui attuazione era stata impedita dai moti rivoluzionari del 1799.

La struttura è stata fondata nel 1807 da Re Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone. L'Orto sorge su terreni confiscati in parte ai Religiosi di S. Maria della Pace e in parte dell’Ospedale della Cava ed era destinato all'istruzione pubblica, alla moltiplicazione delle spezie utili alla salute, all’agricoltura e all’industria.

Da subito l'Orto partenopeo si è distinto per la molteplicità delle funzioni svolte e per l'ampio patrimonio vegetale diversificato. La realizzazione del progetto fu affidata agli architetti de Fazio e Paoletti. Con un decreto del 25 marzo 1810 veniva nominato direttore dell'Orto Botanico Michele Tenore. La concezione della Botanica come scienza distinta e indipendente dalle altre portò Tenore ad organizzare scientificamente l'Orto in modo del tutto nuovo rispetto ai precedenti Giardini dei semplici.

Negli anni delle guerre mondiali le attività dell'Orto subirono uno stop forzato: le strutture in ferro furono divelte per essere destinate ad uso militare; furono introdotte su larga scala coltivazioni di legumi, patate e grano; varie volte la popolazione invase l'Orto per trovarvi rifugio e acqua. I bombardamenti devastarono, al pari della città, anche l'Orto, ma il vero scempio fu compiuto durante l'occupazione delle truppe alleate, che occuparono l'area utilizzandola come caserma: i prati furono ricoperti con cemento o sterilizzati e utilizzati come parcheggio per gli automezzi militari; parte dell'Orto fu trasformata in campo sportivo.

Nel 1947, fu pubblicata una relazione che testimoniava lo stato di totale disfacimento in cui versava la struttura, che riuscì a risorgere tra il 48 e il 59, in parte per opera del Genio Civile e in parte grazie a fondi straordinari messi a disposizione della direzione dell'Orto.

Attualmente, la superficie totale dell'Orto botanico di Napoli è di quasi 12 ettari, sui quali sono presenti circa 9000 specie per un totale di quasi 25.000 esemplari raggruppati in collezioni organizzate secondo criteri sistematici, ecologici ed etnobotanici.

Le zone in cui le piante sono disposte secondo un criterio sistematico sono: il filiceto, l'area delle Pinophyta, il palmeto, l'agrumeto, l'area delle Magnoliophyta e piccole zone dedicate a singoli taxon di piante a fiore. Le aree in cui le piante sono disposte seguendo un criterio ecologico sono: il "deserto", la "spiaggia", la "torbiera", la "roccaglia", la "macchia mediterranea” e le vasche per le piante acquatiche. L’area a carattere etnobotanico è rappresentata dalla Sezione sperimentale delle piante officinali. Adiacenti al settore espositivo di tale zona sono localizzate due piccole aree di recente realizzazione, di cui una ospitante il percorso per i non vedenti e l’altra dedicato alle principali piante citate nella Bibbia. L'arboreto, la collezione di bulbose, tuberose e rizomatose e il vivaio sono zone che non seguono nessuno dei criteri su citati.

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