Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Orrore Cardito, il medico che ha operato la bimba: "Non riusciva ad aprire gli occhi"

 

Sta meglio la sorella del piccolo Giuseppe, il bimbo di Cardito per la cui morte è indagato Tony Essobiti, compagno 24enne della madre. La bambina di 8 anni è stata operata nel reparto di Otorinolaringoiatria dell'Ospedale Santobono di Napoli, dov'era giunta domenica pomeriggio. Come il fratellino, la piccola sarebbe stata vittima delle violenze del giovane, di padre tunisino e madre carditese. 

I medici dell'ospedale hanno dovuto trattare una lesione del padiglione auricolare, con sospetta emorragia interna. "Quando è giunta qui - racconta Nicola Mansi, il primario che l'ha operata - la bimba non riusciva nemmeno ad aprire gli occhi. L'intervento non è complesso, dura circa 20 minuti, ma il rischio era quello di trovare un'emorragia interna. Fortunatamente questa possibilità è stata scongiurata. L'intervento è perfettamente riuscito, ho visitato la bimba questa mattina e stava decisamente meglio. Ci vorranno una ventina di giorni per superare i problemi post-operatori, però resteranno quelli psicologici che sicuramente sono più profondi". 

La sorella di Giuseppe è tenuta in uno stato di isolamento per impedirne l'eventuale condizionamento da parte dei familiari. Il suo racconto è considerato fondamentale dai magistrati per ricostruire la vicenda e per fare luce sia sulla posizione di Essobiti, reo confesso, che della madre, rifugiatasi a Massa Lubrense, di cui è originaria. In mattinata, la bimba è stata a colloquio per ore con la psicologa e con gli inquirenti. 

Potrebbe Interessarti

Torna su
NapoliToday è in caricamento