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Rifiuti, ordinanza Caldoro: sversamento in altre discariche

Secondo la decisione del presidente della giunta regionale della Campania, i Comuni e i gestori degli impianti Stir potranno conferire i loro rifiuti presso tre discariche in provincia di Avellino, Caserta e Benevento

I rifiuti del napoletano finiranno anche in altre tre discariche campane, visto che a Terzigno, per effetto di un accordo preso in prefettura che prevede per i prossimi 6 giorni il conferimento di sole 800 tonnellate di immondizia a fronte delle quotidiane 1.800 e per effetto delle proteste, lo sversamento è fortemente ridotto e ritardato.

Questa la recente decisione del presidente della giunta regionale della Campania Stefano Caldoro, avvalendosi dei poteri sostitutivi che la legge gli conferisce in questa fase di transizione dall'uscita dell'emergenza commissariale all'ordinaria gestione dello smaltimento rifiuti.

Come si legge in una nota, "il presidente ha disposto con proprio atto che i Comuni ed i gestori degli impianti Stir della provincia di Napoli, che attualmente conferiscono i propri rifiuti alla discarica di Terzigno, conferiranno gli stessi presso le discariche di Savignano Irpino (AV), San Tammaro (CE) e Sant'Arcangelo Trimonte (BN). I conferimenti si intendono per quantità ben precisate e fino al ripristino delle condizioni di regolare funzionamento degli impianti siti nella provincia di Napoli, previsto per il giorno 26 ottobre. Si è preso atto, in questo momento, che a causa delle manifestazioni attuate dai cittadini nelle aree contigue alla discarica di Terzigno, nonostante i servizi di accompagnamento degli autocompattatori da parte delle forze dell'ordine, non è possibile assicurare il conferimento di gran parte dei rifiuti nella predetta discarica".

Una situazione che, come si legge nel comunicato, "comporta l'impossibilità di garantire il regolare servizio di raccolta dei rifiuti urbani, che, in conseguenza, si stanno accumulando nei centri abitati, ivi compreso il capoluogo. La scelta di intervenire si è resa necessaria per la situazione eccezionale determinatasi e per scongiurare, a causa del protrarsi e l'ulteriore accumularsi dei rifiuti medesimi nei centri urbani, pericoli gravi per l'igiene e la salute dei cittadini".

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