Camorra e droga, il maxi blitz: 72 misure cautelari in tutta la Campania

Nell'operazione, tra Napoli, Avellino e Caserta, sono stati impegnati 300 carabinieri: i dettagli

Un importante blitz è stato portato a termine stamane tra il Napoletano, l'Avellinese e la provincia di Caserta, ad opera dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta. Più di trecento i militari impiegati. L'operazione antidroga sta portando all'esecuzione di numerosi provvedimenti cautelari, questi emessi dal Gip del Tribunale di Napoli  su proposta della locale Dda.

I destinatari sono indagati ritenuti appartenenti a diversi clan camorristici, e - secondo gli inquirenti - responsabili a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Sono in totale 72 gli indagati nei riguardi dei quali sono stati eseguiti provvedimenti cautelari, due dei quali con già in atto simili misure. Si tratta di persone ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e produzione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini

Le indagini sono state condotte tra i mesi di febbraio 2015 e maggio 2017, e ha riguardato la riorganizzazione di diverse piazze di spaccio conseguente al discioglimento del clan Fava risalente al 2013. Gli inquirenti si sono avvalsi delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, di intercettazioni, e di immagini recuperate attraverso telecamere spia.

L'approfondimento delle fonti di arrivo della droga, in particolare della cocaina, ha permesso di scoprire piazze di spaccio a Caserta come nelle province di Napoli e Avellino, con tanto di suddivisione di ruoli a molteplici soggetti. In particolare, a Napoli il gruppo aveva ramificazioni nei comuni di Acerra, Pomigliano d'Arco, Castello di Cisterna, Somma Vesuviana, San Vitaliano e Marigliano, nonché nelle aree di Nola e di Giugliano oltre che nei quartieri partenopei di Scampia, Secondigliano e Capodichino.

L'episodio

Tra le varie vicende criminali ricostruite dagli inquirenti e documentate dalle indagini, c'è anche l’episodio di una "spedizione punitiva" organizzata ai danni di uno degli indagati. Questo era ritenuto - dai suoi sodali - colpevole di essersi tenuto per sé una cospicua quantità di droga. Alla fine l'atto ritorsivo, sebbene progettato al minimo dettaglio, non si concretizzò più per l'intercessione di esponenti di spicco del clan dei Vollaro operante nel Vesuviano.

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