Operai Whirlpool bloccano via Argine: "Riassumeteci tutti"

Gli operai della Whirlpool di Napoli tornano in strada e bloccano via Argine, nel quartiere Ponticelli. I lavoratori non hanno preso bene lo slittamento dal 21 al 25 giugno del terzo incontro con l'azienda presso la sede del Mise

Neanche 24 ore dopo l'incontro con il premier Giuseppe Conte, gli operai della Whirlpool di Napoli tornano in strada e bloccano via Argine, nel quartiere Ponticelli. I lavoratori, in presidio permanente dal 31 maggio scorso, non hanno preso bene lo slittamento del tavolo di confronto dal 21 al 25 giugno. "Un brutto segnale - afferma Vincenzo Accurso, delegato sindacale Uilm - che alimenta le voci che si rincorrono nelle ultime ore e cioé che l'azienda abbia intenzione di cedere l'impianto a un altro marchio, senza alcuna rassicurazione sui livelli occupazionali. 

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Quello del 21 giugno, sarebbe stato il terzo incontro tra operai e azienda nella sede del Ministero dello Sviluppo economico. I primi due si sono rivelati interlocutori. Durante il primo, il ministro Luigi Di Maio ha intimato alla dirigenza Whirpool di rispettare gli accordi presi nel documento siglato lo scorso 25 ottobre, per il quale l'azienda ha beneficiato di 15 milioni di euro di incentivi; nel secondo incontro si attendeva la replica di Whirlpool che, di fronte ai rischio di dover restituire gli incentivi, ha dichiarato di non voler chiudere lo stabilimento partenopeo, pur non presentando alcuna soluzione. 

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Soluzione che adesso i 430 lavoratori, più altri 600 circa dell'indotto, attendono per il 25 luglio. "Non acetteremo nessun piano di reindustrializzazione - spiega Accurso - l'unica soluzione che prenderemo in considerazione è quella di tornare a svolgere il nostro lavoro di sempre". 

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